Il Tirreno

Grosseto

Vacanze rovinate, patteggia agente di viaggi

Pierluigi Sposato
Vacanze rovinate, patteggia agente di viaggi

Si sarebbe appropriata delle somme versate da vari clienti per quasi 8.000 euro e rimborsate poi dal tour operator

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GROSSETO. In quei giorni della fine del dicembre 2011 erano rimasti male in tanti: contavano di poter partire per le vacanze - qualche giorno nelle capitali europei ma anche in America - ma erano rimasti a piedi. Perché la titolare dell'agenzia viaggi cui si erano rivolti non aveva ottemperato ai propri doveri. Furono giorni di arrabbiature, di telefonate, di denunce, di presidi davanti alla sede dell’agenzia in attesa che qualcuno si presentasse per aprire. E anche di autodifesa da parte della titolare.

Adesso il processo, un primo processo, è arrivato davanti al giudice. E Cristina Licciardi, 43 anni, grossetana, ha regolato le sue pendenze: non con un dibattimento ma con il patteggiamento, concordato con il suo difensore Rossella Mozzillo. Per l'appropriazione indebita di oltre 7 mila euro incassati dai clienti - una decina i casi contestati dall'accusa - ha patteggiato 3 mesi e 300 euro. Il giudice Marco Mezzaluna ha sospeso la pena. Nella valutazione dell'entità della pena, è stato tenuto conto che vi è stato un accordo per il risarcimento di chi si era visto rovinare un capodanno in mete esotiche. Nessuno si è costituito parte civile al processo perché le somme sono state rimborsate dal tour operator con il quale l'agente collaborava.

Quali le mete? Cinque giorni a Londra (1.488 euro versati da quattro giovani tra l'ottobre e il novembre precedenti), altrettanti a Parigi (anticipo di 407 euro versati da una coppia tra il settembre e il dicembre), un biglietto di andata e ritorno per la Colombia per due persone (1.352 euro, più un altro acconto da 300 euro), una crociera Msc per due persone (acconto da 500 euro versati ad agosto) e un'altra per sei (1.500 di acconto versati ad agosto 2011), un viaggio a Cuba con Alpitour per due persone in programma per il febbraio 2012 (200 euro versati a novembre 2011), un soggiorno a Gubbio per la fine dell'anno (710 euro), infine un’altra quota da 1.318 euro per un’altro viaggio. In tutto 7.775 euro di cui la signora Licciardi si sarebbe appropriata come titolare dell’agenzia di viaggi “Primarete Viaggi e Vacanze”, agendo in conseguenza del contratto di collaborazione stipulato con la Holding Vacanze e la procura conferitale dalla medesima srl per la gestione della filiale di Grosseto.

Ma i guai giudiziari per lei, che ha lasciato quella professione e da qualche tempo svolge tutt’altro lavoro, non sono finiti. Sono pendenti altri fascicoli sempre per l’attività di agente di viaggi ma svolta in questo caso come “I viaggi di Tabata”. Il periodo delle contestazioni mosse dalla Procura sarebbe grosso modo lo stesso. Diversificate le ipotesi di reato per le quali sono già stati inviati alcuni avvisi di fine indagine, firmati dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi. Fascicoli diversificati e forse da riunificare in vista di un possibile unico processo nel quale Cristina Licciardi potrebbe decidere di difendersi portando anche la documentazione che la scagionerebbe. Ma questi procedimenti non sono ancora approdati davanti a un giudice.

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