Consorzi verso la fusione Agricoltura da rilanciare
Sono 46 le agenzie interessate tra la nostra provincia e quelle di Viterbo e Rieti Neri: «Cambierà il nome, a settembre le fatture con la nuova intestazione»
ALBINIA. Il Consorzio agrario di Grosseto diventa Consorzio agrario del Tirreno. Il Consorzio sta infatti realizzando una fusione per incorporazione che vede coinvolte le province di Viterbo e Rieti.
Sono 46 le agenzie protagoniste alcune delle quali localizzate in zone facili come potrebbe essere quella di Albinia ed altre in zone più difficili come, per esempio, Sorano. La facilità o meno di una zona dipende dalle produzioni locali. Mentre ad Albinia, ad esempio, la produzione si basa essenzialmente sui cereali ed ortaggi, nella zona di Sorano si pratica, in prevalenza, la zootecnia. Della fusione ne ha parlato il presidente del Consorzio, Massimo Felice Neri. «Viterbo e Rieti – dice – sono due province molto simili a quella di Grosseto per economia ed agricoltura (l'unica diversità del viterbese sono le nocciole che sono una eccellenza). Viterbo e Rieti sono due territori che hanno grandi potenzialità. A Rieti cresce un granturco senza flatossine (senza irrigazione) ed è eccezionale per la produzione dei mangimi. Una unione per la quale - spiega – è stato necessario parlare un linguaggio comune che è stato quello di Coldiretti di cui ringrazio il direttore, Andrea Renna. Senza Coldiretti mi sarei sentito solo. Noi vogliamo creare una struttura che sia al servizio dell'agricoltura e ne migliori i servizi. Non vogliamo essere un invasore».
Creare un vantaggio, dunque, all'agricoltura: in che modo? «Associandosi – spiega il presidente – per poter stipulare delle cambiali agrarie che i soci potranno avere ad un interesse dell'1 per cento».
Una quota associativa che è di 25 euro. Un Consorzio agrario che cambierà nome, si chiamerà Consorzio agrario del Tirreno, perché a legare le due realtà è proprio il mar Tirreno. L'iter deliberativo, sia sulla Maremma che su Viterbo e Rieti si è concluso il 30 giugno, prima approvato dal consiglio e poi dalle due assemblee. Ora è in pubblicazione in Camera di commercio dove c'è una attesa di 60 giorni. «A settembre, ottobre – precisa Neri – dovrebbero uscire le fatture con la nuova intestazione».
Uno dei fiori all'occhiello del Consorzio agrario è poi la nuova struttura di Albinia, un investimento da 4 milioni e mezzo di euro con 60.000 quintali di capienza per i cereali. Una struttura moderna nella quale non c'è emissione di polveri, nella quale con un ipad dal piazzale si può scaricare un camion. «Una struttura all'avanguardia ed eco sostenibile come sempre di più – sostiene Neri – ce ne devono essere sul territorio. Una agenzia che al di là di quello che si pensa, ossia che voglia far fuori le cooperative del territorio, vuole invece aprire le porte alle cooperative presenti in loco come ha sempre fatto diventando un punto di riferimento».
Un nuovo soggetto che ha di diverso solo il nome e che manterrà la stessa operatività che ha ora il Consorzio agrario di Grosseto.
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