Il Tirreno

Grosseto

Attentato con la molotov allo yacht di Piscicelli

Francesca Gori
Attentato con la molotov allo yacht di Piscicelli

L’incendio si è innescato mentre l’imprenditore era sull’imbarcazione. Nei giorni precedenti era stato minacciato: indagano i carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO ERCOLE. Uno yacht di 12 metri ormeggiato al molo Monte Filippo 6 di Cala Galera, due personaggi famosi a bordo, l’ingegnere Francesco Maria De Vito Piscicelli e la principessa Sofia Borghese, le fiamme che escono dalla sala macchine dell’imbarcazione e una molotov. Si tinge di giallo l’estate a Porto Ercole. Anzi, di nero, con la denuncia presentata ieri ai carabinieri dall’ingegnere campano e dalla nobildonna romana per tentato omicidio. Perché chi ha messo quella molotov piena di benzina nel vano motore della Scarlett Always, secondo Piscicelli, lo ha fatto per uccidere i due. «Poteva essere una strage - dice - qui le barche sono una accanto all’altra. Fosse scoppiato il motore sarebbe stata davvero una strage».

Comincia così il racconto dell’ingegnere che da anni lascia la barca ormeggiata a Porto Ercole. Domenica sera i due erano rientrati prima di mezzanotte e si erano messi a guardare la televisione. «Ero sveglio quando ho sentito il rumore del portello del vano della sala macchine che si stava chiudendo - racconta - poi, dopo pochi secondi, ho visto il fumo e le fiamme». Piscicelli e la principessa Borghese sono usciti. La donna è scesa sulla banchina mentre l’ingegnere ha aperto il portellone. «Le fiamme hanno preso vigore - dice - ma le ho spente utilizzando la manichetta allacciata alla colonnina sul molo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11280229:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/04/21/news/piscicelli-allontanato-dalla-villa-dell-argentario-1.11280229]]

Chi era sulle imbarcazioni vicine a quella di Piscicelli è sceso dopo aver sentito l’odore di fumo e aver visto le fiamme. Ma la sorpresa più grossa è stata quando l’ingegnere insieme ai carabinieri ha trovato nella sala macchine una bottiglia piena di liquido infiammabile. «La barca va a gasolio - dice - in quella bottiglia invece c’era della benzina. Non aveva senso che fosse lì per caso». Quando ieri l’ingegnere e la principessa sono andati a sporgere denuncia, hanno anche fatto mettere a verbale i loro sospetti: due nomi, due persone che anche nei giorni precedenti li avrebbero minacciati.

«I serbatoi della mia imbarcazione - spiega Piscicelli - contengono duemila litri di gasolio. Se le fiamme fossero arrivate fin lì si sarebbe scatenato un effetto domino che avrebbe coinvolto anche le barche vicine». Che erano tutte abitate, con le loro luci accese, come quella dell’ingegnere. «Sapevano che eravamo a bordo - dice - ci avrebbero potuti uccidere».

I carabinieri hanno sequestrato la bottiglia con il liquido infiammabile e hanno avviato le indagini: sul molo ci sono infatti anche alcune telecamere di sorveglianza che potrebbero aver ripreso qualcosa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web