Il presidio
Puzza, sporcizia, rumori: 99 esposti a Arpat
L’agenzia pubblica il report del 2014: lamentele per l’aria intorno a Casone e Strillaie e per la movida
GROSSETO. Ci sono dei quartieri che puzzano sempre più. Colpa delle fabbriche vicine. Ma ci sono anche fiumi sporchi che portano i loro detriti fino al mare, lasciando lungo il corso ogni sorta di materiale. In compenso, è stato quasi del tutto risolto il problema dell’amianto, grazie anche ai Comuni che a suon d’ordinanze stanno facendo demolire tutte le vecchie strutture costruite con queste lastre tossiche. Poi c’è la questione dei rumori, che cambia a seconda del punto di vista: per alcuni è inquinamento acustico, per altri semplice divertimento.
Non è un quadro troppo incoraggiante quello che emerge dall’ultimo report dell’Arpat in cui sono raccolti tutti gli esposti presentati ai suoi uffici dai cittadini nel corso del 2014. Sono novantanove in tutto, arrivate da diciassette dei ventotto comuni maremmani; ventisei in più rispetto al 2013. E la stragrande maggioranza di questi riguarda la scarsa qualità dell’aria, troppo spesso intasata da maleodoranze di vario tipo. Ergo puzza.
In questo contesto, Grosseto è il centro delle proteste dei cittadini con trentasette esposti, più o meno in tutti i frangenti. Seguono a pari merito i territori di Follonica e Monte Argentario (sette ciascuno) e Scarlino (cinque).
Cattivi odori. «Il numero degli esposti nel 2014 ha visto un significativo incremento a causa del forte aumento delle segnalazioni riguardanti maleodoranze verificatesi a settembre a Grosseto città, imputabili all’impianto di trattamento dei rifiuti delle Strillaie, nonché ad altri episodi di cattivi odori relativi a Follonica, Scarlino e Monterotondo Marittimo» si legge nel report 2014.
Neanche a dirlo, tutte le segnalazioni per la qualità dell’aria riguardano le zone vicino alle industrie maremmane. Basti dire che proprio nel 2014 l’Arpat ha ricevuto il record di esposti a questo riguardo.
Da Grosseto ne sono arrivate venticinque, per buona parte legate alle emissioni dell’impianto delle Strillaie, mentre le altre hanno riguardato per lo più carrozzerie, lavanderie e attività artigianali o industriali simili. Una decina sono arrivate poi anche dai cittadini di Follonica e Scarlino, tutte legate alle aziende del Casone e dal depuratore. Cinque esposti anche da Monterotondo Marittimo, firmati da associazioni e dall’amministrazione comunale, riferite alle emissioni dell’impianto di compostaggio Solemme.
Fiumi sporchi. In aumento anche le segnalazioni che riguardano lo stato delle acque (ventotto in tutto, otto in più rispetto al 2013). Non parliamo soltanto del mare, benché tutti i territori costieri, da Follonica a Capalbio, abbiano presentato almeno un esposto nel 2014 per gli sversamenti di aziende e abitazioni private. Piuttosto, il problema riguarda i fiumi, da Arcidosso a Roccastrada passando per Manciano, dove nei torrenti finiscono gli scarti agricoli dai campi vicini, provocando spesso delle vere poltiglie. Oppure gli sversamenti fognari, dove il primato va nuovamente alla città e al territorio di Grosseto con dodici esposti.
Ma parlando d’acqua, un capitolo a parte lo merita Orbetello con la sua laguna, dato che tutti e tre le segnalazioni hanno riguardato questo discusso specchio d’acqua.
La guerra della movida. Qui il dato per fortuna scende, da quindici a dodici, ma l’argomento cambia a seconda di chi lo legge. Di tutti gli esposti relativi all’inquinamento acustico, solamente due hanno riguardato il traffico (Magliano in Toscana e Castiglione della Pescaia), mentre gli altri sono legati soprattutto ad attività commerciali, come bar e centri turistici.
Parliamo della movida maremmana, insomma, che spesso vede i Comuni scendere in campo con ordinanze di chiusura o ammodernamento dei locali, tra le proteste dei gestori.
L’amianto. Le stesse amministrazioni però trovano il plauso dell’Arpat per la loro azione nello smantellamento delle strutture in amianto, ancora presenti ad esempio nei vecchi orti ma in alcuni casi anche nelle abitazioni civili. In tutto il corso del 2014 ci sono stati solo due esposti a riguardo: uno è arrivato da Gavorrano e uno da Monte Argentario e in entrambi i casi le autorità di controllo hanno fatto pulizia. Scendono anche le segnalazioni riguardo l’abbandono dei rifiuti, ferme a dieci a fronte delle quindici che risultavano dal report del 2013.
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