Il Tirreno

Grosseto

Tradizione e più gente nell’estate follonichese

di Paola Villani
Tradizione e più gente nell’estate follonichese

Vacanze a misura di famiglie e varie attrazioni soprattutto per i più giovani Il pienone, favorito anche dal grande caldo, si registra nei fine settimana

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FOLLONICA. Il gran caldo aiuta Follonica, si lavora di più, ci sono più turisti e anche se i portafogli non sono pieni come una volta, qualcosa in più si inizia a spendere.

Andando in giro per la città del Golfo la prima impressione che si ha è il grande cambiamento che c'è tra i giorni infrasettimanali e il weekend: dal lunedì al venerdì si trova parcheggio nelle vicinanze del mare, tra gli ombrelloni ci sono meno bagnanti e la sera in centro non c'è ressa. Follonica cambia completamente volto il sabato e la domenica: stabilimenti al completo, nessun posto per le auto, ristoranti e pizzerie che coprono anche tre turni per soddisfare le richieste, e caos ovunque.

È così l'andamento dell'estate follonichese da qualche anno a questa parte, gli addetti ai lavori lo chiamano “mordi e fuggi”, gli altri crisi economica. Tant'è che comunque rispetto all'anno scorso, quando a luglio i temporali non lasciarono tregua, nel 2015 l'ondata di caldo anomalo ha spinto gli italiani a fuggire dalle caldissime città e a rifugiarsi nelle spiagge. Follonica è da sempre il mare di senesi, fiorentini e aretini, un mare adatto alle famiglie con bimbi piccoli, dove i nonni comprarono anni fa una casa per le loro vacanze, casa che oggi viene usata dai figli e dai nipoti. Andava così all'epoca: qualche risparmio custodito nel tempo, magari la liquidazione del lavoro di una vita, e si acquistava un alloggio al mare, dove poter trascorrere le proprie vacanze senza poi spendere altro denaro.

E così in quegli appartamenti adesso durante la settimana ci sono nonni e nipoti mentre i genitori sono a lavorare: mamma e papà vengono il fine settimana e se ne ritornano in città la domenica sera, lasciando i bimbi al mare. E le giornate trascorrono tra un bagno in mare, un nonno che richiama all'ordine il nipote che non esce dall'acqua, un giro in pineta qualche pomeriggio (per non andare sempre in spiaggia, il mare stanca si sa), la sera una passeggiata in via Roma o in viale Italia. La tradizione follonichese è tutta qui, mare, sole e pineta e le novemila seconde case.

Poi ci sono anche gli adolescenti: per loro c'è la spiaggia del Tonys. Asciugamano in spalla, un pallone in mano, uno stereo e il mare si vive così tra un tiro a calcio e una schiacciata. La grande novità del 2015 è che il Comune ha dato l'ok ai ragazzi per giocare liberamente sulla spiaggia: certo per loro c'è solo un tratto di litorale ma almeno questa estate nessuno farà polemica.

Oppure c'è chi preferisce andare all'Acqua Village: tantissimi under 18 scelgono di abbonarsi al parco acquatico. La mattina dopo le dieci li vedi passare in bici o a piedi lungo l'assolata via Massetana, a loro il caldo pare proprio non li sfiori, anzi. La sera poi c'è chi si ritrova alla Pista dei Pini nella pineta di ponente, i giovanissimi, luogo storico dove tutte le generazioni di follonichesi hanno trascorso almeno un po' della loro gioventù.

Poi ci sono le discoteche, Disco Village e Tartana, ogni tanto si fa un salto alla Capannina e l'estate trascorre piacevole e spensierata prima di rimettersi a studiare.

Purtroppo però ci sono le tradizioni che tanto positive non sono: l'abitudine di percorrere le strade in bicicletta andando contromano o magari l'uso di non indossare abiti sopra il costume e andarsene tranquillamente al supermercato o in farmacia, magari con la sabbia ai piedi. E così qualche follonichese chiede al Comune di iniziare a fare delle multe. Ma ancora a Follonica questa norma non è arrivata.

E poi ci sono le classiche polemiche estive, il traffico, i parcheggi improvvisati, le multe, troppi venditori abusivi e troppi bivacchi. Una tipica estate follonichese, questa magari un po' più ricca della passata, gli imprenditori dicono di essere soddisfatti di aver rilevato una piccola crescita se pur minima, ma intanto rappresenta un respiro di sollievo per chi sui mesi estivi ci conta per mandare avanti la sua attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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