Il Tirreno

Grosseto

Acqua torbida in mare per salvare i pesci in laguna

di Ivana Agostini

I pompaggi per riportare l’area alla normalità creano problemi alla Giannella Il biologo rassicura: «Non c’è alcuna contaminazione, balneazione sicura»

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ORBETELLO. «La parte della laguna di levante è stabilizzata». Così il biologo Mauro Lenzi rassicura sulle condizioni della laguna di Orbetello nella parte in cui si è verificata la moria del pesce.

Sono rimasti anossici (senza ossigeno) circa 500 ettari che si stanno dirigendo verso la zona di Fibbia, però le acque sono ancora lontane da quella meta e prima che arrivino passeranno ancora dei giorni. Per questo si continua a pompare in uscita verso Fibbia. «Questo comporterà -spiega il biologo - una leggera sporcatura delle acque a ponente ma il problema rimarrà contenuto. Tutto però viene tenuto sotto controllo. Per quanto riguarda la qualità delle acque d’uscita - continua il tecnico - abbiamo stimato la torbidità e all’uscita di Fibbia in laguna i valori sono i medesimi che a Santa Liberata. Nulla, perciò, impedisce la balneazione».

A preoccupare erano infatti le condizioni delle acque in alcuni tratti della Giannella, acque che non hanno nessuna contaminazione ma che non erano certo invitanti per il loro colore.

Il biologo spiega che è stato fatto un sopralluogo con alcuni imprenditori dell’area per tranquillizzarli sulla qualità delle acque che escono. Qualità che è ritenuta buona. Lenzi ammette che durante il percorso delle acque nel canale di Fibbia (1 chilometro e mezzo) le acque si colorano lievemente di verdolino. Una cosa modesta anche secondo le rilevazioni di Arpat estremamente compatibile con la balneazione. Un monitoraggio che Lenzi tende a precisare viene fatto da lui ma soprattutto eseguito dall'Arpat.

Lui stesso ammette che la preoccupazione maggiore degli imprenditori della zona dell’Osa Albegna è l’ammassarsi di colorazioni brune che però i tecnici hanno constatato essere materiale detritico di origine marina, frammenti di poseidonia del tutto estranei sia alla laguna che al canale.

«Elementi - dice Lenzi - che saranno campionati per ulteriori controlli anche se si vede che si tratta di materiale detritico». Nulla di allarmante ma semplicemente un prodotto naturale. Esclusa anche l’ipotesi di fanghi provenienti dal canale di Fibbia come residuo alluvionale dato che il materiale portato dall’alluvione era argilla e nel mare non ci sono torbidità da argilla. Il colore marroncino sarebbe prodotto dai detriti di poseidonia. Una cosa che sottolinea Lenzi sarà scritta e ufficializzata da Arpat. Per una maggiore tranquillità dei bagnanti e degli stessi imprenditori, Arpat emetterà un bollettino quotidiano sullo stato delle acque in uscita che pubblicherà sul sito e sarà visibile a tutti.

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