Il Tirreno

Grosseto

Non è un ordigno, allarme rientrato: il mare del Pozzarello torna balneabile

Andrea Capitani
Il tratto di mare dove è stato trovato il presunto ordigno
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Il tratto di mare dove è stato trovato il presunto ordigno

Gli artificieri scoprono che l’oggetto trovato sul fondale non è una bomba ma un vecchio gavitello

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PORTO SANTO STEFANO. Allarme rientrato. Revocata l’ordinanza di mercoledì 22 luglio della Capitaneria di porto di Porto Santo Stefano, emessa in seguito al ritrovamento nello specchio acqueo del Pozzarello di un presunto ordigno bellico della seconda guerra mondiale. Tutto torna dunque alla normalità, dato che gli artificieri del nucleo Sdai della marina militare della Spezia hanno rimosso, ieri intorno alle 15, il reperto presente sul fondale sabbioso, situato a circa una decina di metri dalla battigia nei pressi dello stabilimento dell’hotel Baia d’Argento.

Non si tratta però di un siluro inesploso, come era apparentemente sembrato dalle prime valutazioni degli uomini dell’Ufficio circondariale marittimo, anche se la forma cilindrica in metallo e la testa sferica dell’oggetto lasciavano pensare proprio ad un ordigno. Niente di tutto ciò: si tratta infatti di un vecchissimo gavitello, una boa rimasta sepolta nella sabbia per moltissimi anni e uscita parzialmente allo scoperto, tanto che un bagnante l’aveva notata e segnalata alla guardia costiera.

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«L’oggetto - specificano dalla Capitaneria di porto - insabbiato per circa un terzo sembrava per misure, dimensioni e forma un siluro. Dopo un’attenta e accurata ricognizione da parte del Gruppo operativo subacquei della Marina Militare della Spezia, che si è protratta per lungo tempo, si è riusciti a identificare il presunto ordigno, il quale è risultato essere un grosso gavitello a cui mancava la parte terminale che era nascosta dalla sabbia». Durante l’ispezione subacquea, la zona è stata oggetto di monitoraggio da parte del personale della guardia costiera, che ha poi provveduto a far tornare alla normalità l’area precedentemente interdetta alla balneazione e alla navigazione.

Una volta recuperato, il relitto è stato trasportato nel porto di Porto Santo Stefano alla sede operativa distaccata dell’ufficio circondariale marittimo, per poi essere smaltito. Un allarme dunque rientrato visto che, se di ordigno si fosse trattato, sarebbero state necessarie ingenti misure di sicurezza per la rimozione, con l’area del Pozzarello che, con ogni probabilità, sarebbe stata evacuata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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