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Alla stazione scatta la pulizia volontaria
Lo scalo grossetano è sommerso di rifiuti ma il servizio non è appaltato a nessun ente. Fusini (Sistema): «Serve rivedere le regole»
GROSSETO. A Grosseto rifiuti e cartacce abbandonati nei terreni comunali possono starci anche una vita. Il servizio di pulizia delle aree verdi pubbliche, difatti, non è appaltato a nessuno.
Non se ne occupano gli uffici comunali, non Sei né Sistema. Un piccolo grande vulnus saltato fuori in questi giorni in cui i nervi sono tornati tesi - alla stazione di Grosseto - per le solite indecenti discariche che affiorane nei terreni ai lati dello scalo ferroviario. Perché non interviene mai nessuno?
Piazza Marconi è esemplare di un problema più esteso che interessa altre zone di città. C’è un angolo fantasma che continua a essere snobbato dai servizi di pulizia, come se non esistesse o non fosse “calendarizzato” dagli operatori ecologici. Perché? Se facciamo un salto nella piazza della stazione si spalanca una sporcizia indescrivibile. In una parte di terreno (area verde) che costeggia il muro perimetrale a destra, c’erano in questi giorni sedie di plastica, vecchi contenitori multiuso, giochi rotti, scarpe di cuoio per terra. Ci sono stati per mesi, segno che nessuno era mai passato a pulire; poi poche mattine fa sono arrivati alcuni furgoni della Sei e gli operai si sono messi a pulire lo spicchio devastato di piazza. Chi vive e lavora in zona ha sorriso con scarsa soddisfazione.
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«Qua c’è sempre una sporcizia allucinante - dice una tassista - A ridosso del muro nessuno viene mai a pulire. Oggi ci sono gli operai, sì, ma viviamo nello squallore». Sotto le macchine c’è ancora il guano incrostato degli storni.
È stata la Polfer a sollecitare giorni fa e per l’ennesima volta un intervento chiamando il Comune, che a sua volta ha chiamato Sei che è arrivata coi furgoni in questione.
Ma perché così tardi, e perché dopo mesi? È lo stesso gestore dei rifiuti Sei a spiegare che la faccenda è intricata e non di sua competenza. «Della piazza della stazione - risponde - è di nostra pertinenza solo la parte asfaltata dov’è previsto che facciamo una pulizia manuale con un operatore che spazza la mattina 6 giorni su 7». Lo spazzamento manuale per strada e nella piazza, assicura Sei, avviene regolarmente ogni giorno anche se ogni volta c’è il problema delle auto parcheggiate che creano intralcio al servizio: problema cui si deve ovviare con un’ordinanza comunale ad hoc di sgombero temporaneo, che per inciso la volta scorsa (12 febbraio) fu emanata sbagliata e dunque la pulizia non scattò: i macchinari se ne tornarono a casa. Come non detto.
Fin qui la parte asfaltata.
Per quanto riguarda invece le aree verdi, incluse quelle incriminate e attigue al muro a destra, «non sono di competenza nostra», prosegue Sei.
È Sistema che si occupa delle aree verdi. Ma perché allora pochi giorni fa c’erano operatori di Sei (da noi immortalati nella foto qui sopra a destra) che pulivano una zona di non loro competenza?
«È vero - ammette Sei - c’eravamo noi, ma è successo perché la Polfer ha fatto la segnalazione e noi abbiamo provveduto in via eccezionale a bonificare l’area, togliendo il grosso, le sedie e altri rifiuti utilizzati dai balordi». Insomma: un intervento minimo e soprattutto “non dovuto”, a quanto pare. Un'opera svolta a titolo di puro volontariato, magari perché nessun altro ente la faceva.
Gabriele Fusini, presidente di Sistema che ha in carico le aree verdi inclusa quella della stazione, ammette di non poter intervenire neppure lui. E che in tutto questo «esiste un vulnus evidente, perché in effetti il servizio di pulizia dei rifiuti delle aree verdi, a Grosseto, non è appaltato a nessuno. Noi di Sistema - dice - nella cura del verde pubblico abbiamo come mandato di fare le potature e svuotare i cestini, mentre non abbiamo alcun incarico di pulire i rifiuti. Poi viene da sé che, se svuotando i cestini o tagliando le erbacce i nostri operatori trovano in terra le cartacce o altri rifiuti, puliscano anche quelli...». Ma ciò, come si capisce, non fa parte del contratto e dunque torniamo pure qui nel campo del volontariato puro per assicurare un servizio pubblico.
«In questi giorni - spiega Fusini che ammette il cortocircuito - avrò cura di verificare la situazione, contattare gli altri enti e capire come risolvere la questione per assicurare il servizio». Una sorta di gap della burocrazia maremmana, che non riguarda solo il piccolo terreno comunale che costeggia il muro della stazione ma tutte le aree verdi di Grosseto dove - se qualcuno sporca nei campi - nessuno altro (a meno che non sia un volontario) pulisce.
Perché si proceda a un intervento di pulizia e bonifica delle aree in questione sarà necessario per il Comune, a quanto pare, rivedere il servizio con Sei o Sistema.
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