Il bestiame morto si può sotterrare
Massa Marittima ottiene la deroga dalle costose procedure di smaltimento
MASSA MARITTIMA. Massa Marittima è una “zona isolata”. Un termine tecnico che i regolamenti comunitari e regionali individuano così: «definizione di territori isolati a bassa pericolosità idraulica». Gerghi burocratici che spesso portano solo guai, soprattutto per chi lavora e investe sulla terra. Questa volta però vale il discorso contrario, dato che questa nuova classificazione del territorio massetano porta un piccolo aiuto agli allevatori presenti nei confini comunali.
Il fatto di vivere e lavorare su un territorio definito appunto “isolato” li autorizza a sotterrare i loro capi d’allevamento morti direttamente sui terreni di proprietà, senza le lungaggini e i costi dello smaltimento.
Apre insomma all’interramento di quegli animali non destinati all’alimentazione dell’uomo e che rispondano a certi requisiti (ad esempio, che l’animale non abbia presentato in vita determinate patologie). Può sembrare una cosa da poco, ma in realtà è un bel risparmio per le aziende agricole, che ora potranno fare a meno di contattare ditte specializzate per il prelievo e lo smaltimento delle carcasse: servizio che spesso ammonta a diverse centinaia di euro.
E per far capire la particolarità di questa mossa amministrativa, basta dire che è il primo caso in cui ci sarà la possibilità di questa autorizzazione in tutta la zona nord della provincia di Grosseto. La questione sta tutta nei regolamenti che governano il mondo dell’agricoltura: declinando le varie norme da Bruxelles fino a Firenze, Massa Marittima ha visto un’opportunità per i suoi allevatori. Appunto, quella di diventare una zona isolata, classificazione che a sua volta risponde a regole ben determinate, a cui il territorio massetano risponde benissimo. Uno dei criteri principali, infatti, riguarda il numero di animali d’allevamento presenti nella zona, perché se eccessivo rischia di rendere l’interramento un fenomeno troppo frequente. Ma questo non è il caso di Massa. «La densità zootecnica in capi bovini per chilometro quadrato che si riscontra in questo comune – si legge negli atti amministrativi – è da considerarsi a tutti gli effetti scarsa, ben al di sotto dei limiti indicati dal regolamento». In aggiunta, c’è da segnalare che né a Massa Marittima né nella provincia di Grosseto «sono in attività impianti di incenerimento e trasformazione» per lo smaltimento delle carcasse. Insomma, il contesto perfetto per fare un piccolo passo verso gli allevatori.
Nell’ordinanza firmata pochi giorni fa, si legge che il Comune autorizza «i proprietari degli allevamenti che insistono nella “zona isolata” ad interrare le carcasse degli animali morti in azienda nei terreni dell’azienda stessa».(a.f.)
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