Il presidio
Adone, 90 anni: «Quando esco ho paura di essere investito»
GROSSETO. Per tutta la vita ha fatto lavori usuranti, manovrato escavatori, operato nelle centrali Enel. Si è consumato l’udito lavorando ai soffioni. Ha rischiato la propria esistenza operando in...
GROSSETO. Per tutta la vita ha fatto lavori usuranti, manovrato escavatori, operato nelle centrali Enel. Si è consumato l’udito lavorando ai soffioni. Ha rischiato la propria esistenza operando in condizioni di fortuna e ora - racconta con un sorriso amaro - «a 90 anni suonati non voglio certo morire per attraversare la strada davanti casa».
Adone Giannini - classe 1925, vedovo, sempre brillante pur con il bastone e qualche acciacco dovuto all’età - è uno dei 1200 firmatari più convinti e lucidi della petizione che reclama più sicurezza in via Giusti a Grosseto. Ieri Adone teneva in mano il cartello, lo sventolava orgoglioso insieme ad altri due firmatari e l’ha portato dritto in Comune.
Giannini abita in via Cattaneo (a pochi passi da via Giusti) con il nipote Matteo Della Negra, uno dei tre promotori della petizione. E ogni volta che deve attraversare la strada incriminata per andare sul lato opposto, «magari per ritirare la pensione alle poste o comprare qualche medicinale in farmacia», rischia la vita. «Le auto sfrecciano e non si fermano, oggi non è più come un tempo. Prima andavano piano, ora se devo andare alle botteghe ci penso due volte o devo comunque farmi accompagnare da qualcuno sennò mi mettono sotto».
Il quartiere di Barbanella ha un’altissima componente anziana. Per i “nonni” che vi abitano, attraversare la strada è diventato un incubo. I loro movimenti sono più lenti di quelli altrui, i riflessi ovviamente meno pronti. E così parecchi anziani - data la conformazione stradale, la corsia centrale usata come corsia di sorpasso e gli automobilisti che sfrecciano a tutta birra - preferiscono auto-limitarsi o non uscire proprio di casa. «Molti di noi non se la sentono più di attraversare», dice Adone. O se lo fanno, sanno che ogni volta è un azzardo che potrebbe costare caro. Eppure Adone Giannini è uno che per tutta la vita non ha avuto paura di nulla. Da giovane sempre attivo, operoso e sul pezzo anche in condizioni estreme, conosce bene ogni limite umano e ha ben chiaro il concetto di sicurezza, avendo lavorato quando c’erano meno garanzie e tutele, meno soldi e la tecnologia era lontana anni luce da com’è ora. Ha guidato gli escavatori, fatto lavori usuranti e messo a dura prova l’udito lavorando sodo, in giro per la Toscana, dalle parti di Montieri, Travale, Montalto, Larderello.
«Una volta - racconta - c’era da calarsi in un pozzo per disincastrare una cosa. Mi feci legare per le gambe e sprofondare giù. Al momento di risalire, la tuta da operaio mi si arrotolò e s’incastrò. Non riuscivano a tirarmi fuori e in quel momento ho pensato: non ce la faccio. Mi vidi passare tutta la vita davanti, ma alla fine mi salvai. E ora - sorride - non voglio certo morire per una normale passeggiata. Mi piacerebbe arrivare a 100 anni».
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