Italia
Una tragica fatalità aiutata dall’anticiclone africano
GROSSETO. Ogni caso fa purtroppo a sé, anche se poi – date le comuni condizioni ambientali tipiche di questi giorni - il meccanismo dell’evento fatale potrebbe essere riconducibile ad un problema...
Ogni caso fa purtroppo a sé, anche se poi – date le comuni condizioni ambientali tipiche di questi giorni - il meccanismo dell’evento fatale potrebbe essere riconducibile ad un problema vascolare, in una concatenata conseguenza di eventi.
Intanto, a creare le premesse, non si possono escludere i riflessi negativi dell’elevata temperatura, l’alto grado d’umidità dell’aria, l’insufficiente presenza di vento in quel momento, in quella zona. Inoltre, deve essere presa in debita considerazione la comparsa reattiva, da parte dell’organismo, del fenomeno della disidratazione.
Il corpo, in sostanza, si difende cercando di abbassare la propria temperatura con la formazione e l’eliminazione del sudore.
Fenomeno utile da un lato, ma critico dall’altro perché si vengono così a perdere liquidi e sali minerali, elementi importanti nell’equilibrio metabolico della persona. Da qui, l’importanza concomitante dello stato d’ idratazione del soggetto, sempre in quei delicati frangenti. Anche in assenza della sensazione di sete ed in apparente stato di benessere, non è detto che organi e tessuti siano sufficientemente idratati.
Quindi, ecco un’ipotetica evoluzione: parametri ambientali particolarmente a rischio, intensa sudorazione, disidratazione senza l’apporto adeguato di liquidi, riduzione progressiva della componente liquida del sangue, maggiore facilità al fenomeno della sua coagulazione e, dunque, alla formazione di una trombosi vascolare.
Gian Ugo Berti
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