Il Tirreno

Grosseto

Un viaggio d’arte dal Maryland al monte Amiata

di Fiora Bonelli

Gruppo di ragazzi americani in tour a Castel del Piano per esplorare, guidati da un pittore, gli angoli più suggestivi

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CASTEL DEL PIANO. Venti ragazzi americani a Castel del Piano con due insegnanti a catturare scorci da riprodurre nei taccuini. Una specie di gran tour, di viaggio di formazione dal Maryland in Amiata che ha un sapore quasi ottocentesco, alla ricerca di angoli suggestivi da dipingere, volti, luoghi fascinosi. Da proporre, alla fine, in mostra.

Il filo dell’iniziativa lo tiene un professore americano che possiede un fico “magico” in America, che ha radici siciliane e simboleggia questa unione indissolubile fra Italia e America. La mostra dei dipinti e degli studi dei giovani americani si è tenuta venerdì nella sala consiliare di Castel del Piano dove i 20 adolescenti americani avevano appeso i disegni e aperto i loro taccuini di viaggio. Artefice di questa iniziativa è Joe Giordano, un pittore americano di radici italiane, che ha scoperto l’Amiata grazie agli scambi culturali che avvenivano anni fa fra i ragazzi dello scientifico Fermi e i coetanei americani, e che anche dopo che gli scambi non vi sono più stati ha continuato a venire a Castel del Piano dal Maryland e si è comprato addirittura una casa a Montegiovi.

Joe Giordano ha voluto che gli adolescenti di varie città del Maryland , un piccolo manipolo di appassionati di disegno, potessero scoprire la Toscana artistica, delle grandi città d’arte e dei piccoli borghi. Così, da qualche anno, porta un gruppo di giovanissimi per tre settimane a Castel del Piano e da qui li indirizza alla scoperta del territorio: rocche e castelli, vicoli e balconi, campagna e persone. E i ragazzi dipingono, fanno schizzi e commenti nei taccuini, scoprono albe e tramonti, luci. La pittura è in plein air, come quella degli impressionisti. Gli insegnanti accompagnatori sono due, Susan Main e Joe Giordano più due ragazze che fanno da tutors. Referente italiana è la professoressa dello scientifico, Maura Baldi: «Gli studenti - racconta lei - vengono da varie scuola americane della Florida e della California grazie all’organizzazione di Mica e frequentano questo corso intensivo di pittura. Intanto scoprono l’arte più famosa e particolare del giardino di Spoerri, il giardino dei tarocchi, Sovana, gli Etruschi, Siena, Firenze. Hanno un loro pulmino, ma la sera tornano qui, a Castel del Piano dove amano abitare. L’intuizione di Joe Giordano è stata azzeccatissima. Questo angolo della Toscana, Casteldelpiano e Monte Giovi, piace molto». Come è piaciuto, d’altro canto, al professor Giordano che qui ha comprato casa: «Mio nonno - racconta - era siciliano ed emigrò a Baltimora dove fece il calzolaio e il lustrascarpe fino al 1920. Dieci anni dopo partì mio padre dalla Sicilia. Si portò dietro un rasoio, un paio di forbici e una chitarra. A Baltimora faceva il barbiere e suonava nei locali. Si portò in valigia anche una pianta di fico che attecchì e che si è moltiplicata nel tempo, tanto che mio padre ha distribuito le piantine ai figli e ai nipoti. Una specie di simbolo della famiglia Giordano che sta in America ma che ha radici italiane come quelle del fico. Ecco, io ho potuto ricomprarmi una casa in Italia e ci vengo d’estate con grandissimo piacere». Alla mostra sono intervenuti anche il sindaco Claudio Franci e la consigliera Chiara Luciani.

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