Il Tirreno

Grosseto

Trenta “ragazzi del bosco” pronti per l’adozione

di Alfredo Faetti
Trenta “ragazzi del bosco” pronti per l’adozione

Sono stati liberati dal canile abusivo nel quale hanno vissuto per anni I volontari organizzano una cena per trovare loro una nuova famiglia

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MASSA MARITTIMA. Gli hanno trovato un nome: “i ragazzi del bosco”. È lì del resto che hanno trascorso gli ultimi anni, rinchiusi in gabbie fuori da ogni norma, senza cure, ridotti quasi in fin vita.

Oggi però stanno meglio: dopo che la forestale ha chiuso quel canile nel bosco di Massa Marittima, i trenta cani recuperati stanno ricevendo tutte le attenzioni di cui sono stati privati per buona parte della loro esistenza. Merito delle associazioni animaliste che se ne sono fatte carico, a spese loro: alcuni sono andati da una veterinaria di Montieri, altri in mano all’associazione Maremma Randagia. Ma servono cibo, medicine, coperte e soprattutto soldi per far sì che questi animali tornino al meglio della forma, per quanto possibile. Così è nata l’idea di organizzare un evento per una raccolta di fondi e magari per riuscire ad adottare qualche amico a quattro zampe, dato che anche loro saranno invitati all’apericena organizzato da Maremma Randagia al ristorante I Rigattieri di Follonica. «Speriamo di poter trovare una famiglia per alcuni dei cani – dicono i volontari – perché loro davvero ne hanno bisogno».

Sulla pagina facebook dell’associazione, c’è un lungo post in cui si racconta la storia di questi animali. «Dicono che siano passati tantissimi anni dal primo "ragazzo del bosco" e a partire da lui decine e decine di cani sono passati da lì: molti di loro non li abbiamo conosciuti, le malattie e la fame li hanno portati via troppo presto. Noi siamo i sopravvissuti, abbiamo aspettato per anni di poter raccontare la nostra storia».

Un racconto che parte da una persona pervasa da «un amore malato», per dirla come scritto sul social, «costringendoci di fatto a una vita di stenti, con cibo scadente quando c’era: pane secco nei periodi di magra, a volte giorni senza nemmeno mangiare». Una persona che ha messo in piedi un canile abusivo, in condizioni igieniche disastrose, che ha portato molte malattie ai suoi sfortunati ospiti. Qualcuno di loro ha perso la vista in quel bosco, ad altri è andata meglio. Oggi, comunque, chi più chi meno, i sopravvissuti si stanno riprendendo. «Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, quello che per voi può sembrare poco per loro è un mondo intero, perché loro non hanno mai avuto niente – dicono dall’associazione - Abbiamo già iniziato le prime cure d'emergenza e nei prossimi giorni faranno analisi complete». Qualche aiuto (soldi o materiale) negli ultimi giorni è arrivato, ma non basta. Così l’idea dell’apericena, in agenda per il venerdì 31 luglio, con tanto della presenza dei ragazzi del bosco. Chissà, magari qualcuno riuscirà finalmente a trovare una casa vera e propria.

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