Il Tirreno

Grosseto

Schianto con la moto, muore a 52 anni

Francesca Gori
Un'immagine dell'incidente e Paolo Polverelli (foto Bf)
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Un'immagine dell'incidente e Paolo Polverelli (foto Bf)

Sbalzato per ventri metri, inutili i soccorsi. Oggi l’autopsia

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GROSSETO. Una paio di scarpe allacciate con cura. Un cellulare, uno zainetto. Oggetti, semplici oggetti che stavano accompagnando Paolo sulla strada verso casa. Li aveva addosso, mentre cavalcava la sua Ducati Monster 600 lungo la provinciale del Padule, la Castiglionese. Erano con lui, poco prima di mezzanotte quando faccia al vento, con il casco ben calato in testa, è arrivato all’incrocio con la provinciale di Barbaruta. Due strade che si intersecano e che sono diventate per l’ingegnere un crocicchio, l’incontro con un destino che sarebbe dovuto essere rimandato. La Ford Fiesta guidata da una donna di 47 anni, Svetlana Munteanu, stava per svoltare a sinistra. Paolo Polverelli probabilmente non se n’è accorto e ha tirato dritto. L’impatto, quasi frontale, è stato violentissimo e Paolo è stato disarcionato dalla sella della sua Ducati 600 per finire tra le frasche, a una ventina di metri di distanza. Per terra sono rimaste un paio di scarpe ancora allacciate con cura, un telefono cellulare, uno zainetto.

A quell’ora, mancavano pochi minuti a mezzanotte, le auto che stavano passando sulla Castiglionese hanno visto quella moto e quell’auto distrutte. Sono stati chiamati subito i soccorsi, mentre un medico dell’ospedale, che stava tornando da Castiglione, si è fermato subito. È stato lui a trovare il corpo ormai senza vita di Paolo Polverelli. L’ingegnere grossetano di 52 anni era già morto. Svetlana invece, che era al volante dell’auto, stava abbastanza bene. Non era ferita ma era sotto choc e una volta arrivate le ambulanze del 118 è stata accompagnata all’ospedale Misericordia.

Quando i sanitari del 118 sono arrivati a Barbaruta hanno capito che per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare e hanno attaccato gli elettrodi per la constatazione di morte.

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Insieme alle ambulanze sono arrivati anche i vigili del fuoco, gli uomini della polizia municipale che stanno svolgendo le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente e i carabinieri che hanno dato una mano sul fronte della viabilità.

Tante sirene, tanti lampeggianti che non sono bastati ad illuminare quell’incrocio buio, dove è avvenuto l’incidente. Così buio che la polizia municipale ha dovuto far arrivare anche un’altra unità con un faro per illuminare la zona e permettere ai soccorritori di fare il proprio lavoro, oltre che agli agenti di svolgere i primi rilievi.

La salma di Paolo Polverelli è stata poi portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia a disposizione della Procura. Questa mattina si svolgerà l’autopsia, dopodiché il corpo sarà restituito ai familiari dell’uomo.

 

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