Il Tirreno

Grosseto

Gli strappano la catenina dal collo in pieno centro a Marina

Francesca Gori
Gli strappano la catenina dal collo in pieno centro a Marina

L’uomo stava tornando a casa con la nipotina nel passeggino. La rabbia del figlio: siamo sempre stati tranquilli, servono più controlli

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MARINA DI GROSSETO. Gianfranco porta da trent’anni una collanina d’oro al collo. Un filo d’oro con un piccolo cristo stampato su una medaglietta. E da sempre in estate, quando il caldo soffoca, cammina per le strade della sua Marina con qualche bottone della camicia aperto. Come tanti altri uomini di 78 anni, come tanti coetanei. Perché nelle strade di Marina, tra le colonne del lungomare e le piccole strade che vanno verso la pineta, è difficile possa succedere qualcosa. E invece Gianfranco Vannucchi, venerdì sera si è dovuto ricredere e ora ha cominciato a guardare la sua Marina con occhi diversi: come un amante deluso, non dalla cittadina ma da quello che può succedere per quelle vie. Due ragazzi di circa vent’anni, gli hanno strappato la catenina dal collo. Alle 22.30 di un venerdì sera d’estate quando le strade sono affollate di gente.

Il settantottenne era stato a fare due passi sul lungomare e stava spingendo il passeggino dove era seduta la nipotina di appena 15 mesi. Arrivato all’altezza del bar Torino ha visto i due ragazzotti con lo scooter fermi sull’angolo, che parlavano tra loro. Ha attraversato la strada per raggiungere in via Bramante, quando uno dei due ragazzi, a piedi, si è avvicinato all’uomo e gli ha farfugliato qualcosa. «Mio padre si è voltato per rispondere - racconta il figlio Riccardo - ma il giovane gli ha strappato la catenina dal collo, è risalito sullo scooter dove lo aspettava l’altro e si sono volatilizzati».

Per fortuna Gianfranco Vannucchi non è stato ferito, non è stato strattonato. Ma è rimasto senza fiato, proprio perché una cosa del genere a Marina non si era mai sentita, soprattutto alle 22.30 di un venerdì sera d’estate.

Ieri l’uomo è andato dai carabinieri a sporgere denuncia, dopo che venerdì sera era intervenuta anche una volante, chiamata dal settantottenne, ma dei due ragazzi non c’era alcuna traccia. «Eppure con uno scooter 50 non possono essere arrivati qui da troppo lontano - dice ancora il figlio - Quello che mi ha stupito davvero è che sia successa una cosa del genere proprio qui. Basterebbe qualche controllo in più, forse, per evitare situazioni come queste. Non invoco certo la presenza dell’esercito, ma sia a Marina che a Grosseto la sera certe cose potrebbero essere evitate anche solo con la presenza di qualche vigile urbano che gira per le strade». Probabilmente i due ragazzi avevano visto che Gianfranco aveva quella catenina al collo prima che lui arrivasse all’altezza del bar. Forse lo avevano incrociato sul lungomare. «Fatto sta che questo posto è sempre stato tranquillo - dice Riccardo - e ora invece dobbiamo aver paura a tornare a casa anche in un orario come quello».

 

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