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Grosseto

«Il cane è morto all’improvviso Basta parlare male del Giglio»

«Il cane è morto all’improvviso Basta parlare male del Giglio»

ISOLA DEL GIGLIO. «Basta con questa gente che dal continente spunta sentenze sulla nostra isola. Facile parlare seduti su una poltrona: alzino il sedere e vengano al Giglio a vedere quali sono le...

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ISOLA DEL GIGLIO. «Basta con questa gente che dal continente spunta sentenze sulla nostra isola. Facile parlare seduti su una poltrona: alzino il sedere e vengano al Giglio a vedere quali sono le difficoltà di un amministratore».

L’amministratore che parla è il sindaco del Giglio Sergio Ortelli e la «sentenza» è il j’accuse pronunciato ieri dal genero della coppia che pochi giorni fa ha visto morire sull’isola la propria cagnolina Camilla.

Il cane, poco dopo essere sbarcato domenica sera, si è sentito male ed è morto senza poter essere visitato da un veterinario perché al Giglio il veterinario non c’è. Non è stato neanche possibile portarlo sulla terraferma, per raggiungere il primo ambulatorio disponibile, perché il traghetto sarebbe partito solo l’indomani.

Il genero della coppia ha promesso di divulgare il più possibile la vicenda per scoraggiare chi ha animali ad andare al Giglio, vista la mancanza di un’assistenza veterinaria. Un disservizio che da anni denuncia anche l’Enpa di Grosseto la cui presidente ieri è tornata a chiamare in causa il sindaco.

«Conosco i proprietari del cane perché, tra l’altro, avevano preso in affitto una casa di mia proprietà – spiega Ortelli – La sera in cui il cane si è sentito male hanno provato a chiamarmi, ma ero in consiglio comunale e non ho potuto rispondere e aiutarli. In realtà non è vero che il cane ha avuto una lunga agonia: era molto anziano, aveva 14 anni, non 10 come dice il genero, ed è morto improvvisamente, come può capitare a un cristiano».

Che sull’isola non ci sia un veterinario, spiega Ortelli, non è colpa del sindaco: «Un ambulatorio può essere aperto da un privato, ma se il privato vede che non ci sono margini di affari, come qua, non lo apre».

Il primo cittadino rimanda al mittente anche la richiesta dell’Enpa che il Comune partecipi alla spesa per questo servizio. «Stesso discorso: l’amministrazione – dice Ortelli – non se lo può permettere. Già ci facciamo carico di sterilizzare i gatti: ognuno va portato in terraferma, fatto sterilizzare e riportato qua. Per quanto riguarda gli animali, la legge non prevede un sistema di emergenza urgenza, né percepiamo fondi per questo servizio. Se capita un’emergenza, possiamo far partire una barca, chiamare la capitaneria, ma non è un servizio codificato. La gente mi chiama e vediamo di aiutarla ma, ripeto, non è un servizio codificato perché dovrei fare una convenzione con una barca e non abbiamo i soldi. E poi c’è l’incognita delle condizioni del mare: il problema non è solo del Giglio ma di tutte le isole. A volte manca la sanità anche per le persone».

Quanto alla minaccia di boicottare il Giglio, Ortelli non è intenzionato a passarci sopra: «Basta con queste campagne contro il Giglio: ho chiesto agli avvocati di occuparsene».

Francesca Ferri

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