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Rifiuti, lo spettro di un nuovo inceneritore
Il sindaco di Capalbio lancia l’allarme sull’ipotesi di riconversione dell’impianto di Montalto. E scrive alla Regione
CAPALBIO. «Sapere quali sono le intenzioni di Enel per riconvertire la centrale elettrica Alessandro Volta di Montalto di Castro».
Questo il motivo di una richiesta di chiarimenti che il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, ha mandato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore all’ambiente Federica Fratoni, al capogruppo Leonardo Marras, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci.
Bellumori è preoccupato dalle voci che vorrebbero che la centrale di Montalto di Castro fosse riconvertita in un inceneritore per i rifiuti. «Già da febbraio – scrive il sindaco capalbiese – e anche negli ultimi giorni si è palesata l’ipotesi di una riconversione in un termovalorizzatore della centrale di Montalto, in località Pian dei Gangani sul confine toscano di cui Capalbio è l’estremo lembo».
Bellumori vuole, dunque, fare chiarezza e avere informazioni su quelle che sono le idee di Enel in merito. Il primo cittadino della Piccola Atene ricorda che «l’impianto Enel non è più in produzione dal 2012 e per una sua valorizzazione, Enel - spiega – sembrerebbe valutare la sua trasformazione in un inceneritore dei rifiuti, percorso – continua – già intrapreso per la centrale di Alessandria».
Il sindaco capalbiese, dando per scontati i rapporti dei due enti con i vertici di Enel, vuole sapere «se la Regione Lazio e la Regione Toscana sono a conoscenza di questi percorsi mirati alla valorizzazione delle strutture e quale siano le posizioni dei vertici regionali in merito all'ipotesi di un termovalorizzatore posto sul confine». Il sindaco di Capalbio ricorda anche come la centrale di Pian dei Gangani «sia stato un sito individuato, prima, per una centrale nucleare e poi sia stato riconvertito in un impianto a policombustibile con ciclo di produzione interrotto dal 2012 e ora individuato come il più grande termovalorizzatore del centro Italia».
A spingere il sindaco che da sempre lotta nel settore dei rifiuti (note le sue battaglie con l'Ato) a questa richiesta di chiarimenti sono dei seri motivi di preoccupazione «circa le ricadute e l’impatto negativo che potrebbe avere una siffatta ipotesi su tutta un vasta area a vocazione turistica e agricola nonché di tutela della salute, dei quali certo è utile chiedere conto ed impegno alle istituzioni ed alla politica». Il modo di produrre energia è cambiato e questo è un qualcosa di cui è, in primis, consapevole Enel.
Per questo, per valorizzare 23 siti non più attivi, Enel ha dato vita ad un concorso di idee per vedere come poter “ridare vita” a questi siti. È nato cosi Futur-E, un percorso improntato, nelle intenzioni dell’azienda, sulla trasparenza e sul dialogo. Enel ha realizzato un bando specifico dedicato al sito di Alessandria, insieme al Politecnico di Milano. L’ateneo, con le sue competenze tecniche ed esperienze internazionali, rappresenta un valore aggiunto nel processo di definizione delle linee guida per la presentazione dei progetti, oltre che di analisi e valutazione delle iniziative che verranno proposte. Un progetto pilota che parte con Alessandria e potrebbe estendersi, secondo Enel, a tutti gli altri siti inattivi al momento.
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