Il Tirreno

Grosseto

Vota Mario! O meglio “Amici miei”, film cult che piace alla gente

Il pubblico al Cassero per la serata dedicata a Mario Monicelli (foto Agenzia Bf)
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Il pubblico al Cassero per la serata dedicata a Mario Monicelli (foto Agenzia Bf)

Premiazione a Grosseto del sondaggio diffuso online dal Tirreno nell’ambito del Premio Monicelli

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GROSSETO. «Si sono spesi rotoli di commenti su questo film. La realtà è che quasi tutti quelli che lo hanno visto, appena comincia il primo fotogramma lo ricordano perfettamente»: così Paolo, dipendente dell'Asl di Ferrara, sintetizza in un post sul profilo Facebook del Tirreno le ragioni del suo voto per "Amici miei". Paolo è uno dei quasi settecento che - da tutta Italia grazie al web - hanno voluto partecipare a Vota Mario!, il giocoso sondaggio ideato dal Premio Monicelli di Fondazione Grosseto Cultura e lanciato online dal Tirreno all'inizio del mese di giugno. Una sola domanda: qual è il film di Mario Monicelli che ami di più?

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I partecipanti potevano decidere fra sedici titoli, tutti capolavori, preselezionati non senza l'imbarazzo della scelta dal critico cinematografico Mario Sesti - curatore del Premio Monicelli - fra le oltre sessanta regie firmate nella sua lunghissima carriera dal maestro viareggino. Facilissimo votare: un semplice "mi piace" da cliccare sotto il breve trailer del film preferito. Chi voleva, poi, poteva anche lasciare una piccola dedica, un commento, una microrecensione per spiegare il perché del suo amore per questo o quel film. Il film più votato - questa era la finalità del gioco - sarebbe stato proiettato domenica 5 luglio a Grosseto in apertura del festival Divino Commedia, rassegna che rende omaggio e promuove la commedia cinematografica italiana contemporanea; mentre l'autore della dedica (o recensione) ritenuta più significativa dagli organizzatori del sondaggio, sarebbe stato premiato dal Tirreno in quella stessa occasione.

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Alla fine ha vinto “Amici miei”, raccogliendo poco meno di un terzo dei voti complessivi. E alle sue spalle, nell'ordine, meraviglie come “La Grande Guerra” (eletto a sua volta un anno fa come il miglior film di Monicelli in un analogo sondaggio condotto fra i critici cinematografici italiani), “L'Armata Brancaleone”, “I soliti ignoti”, “Il marchese del Grillo”, “Un borghese piccolo piccolo”.

Dunque la sera di domenica 5 luglio nella magnifica arena estiva del Cassero Senese, fortezza gioiello della Mura medicee di Grosseto, si è consumato l'atto conclusivo di una cavalcata rivelatasi di giorno in giorno più entusiasmante ed emozionante. Mario Sesti ha raccontato Monicelli e il suo cinema, commentando i risultati del sondaggio, le ragioni del successo popolare di “Amici miei” e alcune delle recensioni postate dagli elettori on line. Omar Monestier, direttore del Tirreno, ha invece premiato l'autore della recensione più significativa. Anzi, ne ha premiati due: uno "a distanza", il vincitore assoluto che da Roma non è potuto essere presente ieri a Grosseto; l'altro sul palco del Cassero, un giovane grossetano che all'”Armata Brancaleone”, ma più in generale al genio di Monicelli, ha dedicato una piccola e deliziosa "cinepoesia".

Poi la proiezione del film. In sala tanti giovani, che per la prima volta potevano cogliere l'opportunità di vedere il film miei sul grande schermo.

Viste o riviste, supercazzole, zingarate, euforie e amarezze di Tognazzi, Celi, Noiret, Moschin e compagnia ancora oggi (o forse oggi più che mai) regalano intelligenza che sa imprimersi nella memoria più profondamente perché veicolata dal piacere, il piacere della risata. A dispetto di chi, ancora, storce il naso di fronte al film più popolare e meno monicelliano (fu scritto da Germi) di Monicelli, “Amici miei” è e resta un patrimonio del cuore. Soprattutto per quelle "strane genti" cresciute tra Firenze, le Apuane, il Chianti e Capalbio.

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