Il Tirreno

Grosseto

Campetto conteso, la soluzione si avvicina

di Gabriele Baldanzi

Chiesa e Comune da 25 anni in tribunale per l’esproprio e la trasformazione di un terreno

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ROCCATEDERIGHI. Il Tar della Toscana, nel marzo 2016, metterà fine a un contenzioso storico, più volte balzato alla ribalta delle cronache.

A Roccastrada, infatti, il Comune e la Chiesa si combattono a colpi di carte bollate da oltre venticinque anni, da quando fu individuato ed espropriato un terreno in località San Martino, a Roccatederighi, per realizzarvi il nuovo stadio.

Su quel tappeto verde, calpestato anche da squadre professionistiche, si sono giocate centinaia di partite di pallone, dal giorno dell’inaugurazione (con Giancarlo Antognoni a sforbiciare) fino a oggi; la più importante, però, si sta disputando in campo neutro, tra Roma e Firenze, con il Comune di Roccastrada che, sotto di un gol, cerca il pareggio in zona Cesarini.

Per raccontare la vicenda, la cronistoria di questo contenzioso, ci vorrebbe un’intera pagina. Il fascicolo, in municipio, è pesante diversi chili.

Solo negli ultimi dieci anni la vicenda è intricatissima. Nel 2005, infatti, l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero propone appello al Consiglio di Stato contro una serie di decisioni avverse del Tribunale amministrativo regionale della Toscana.

Qualche settimana fa – a dieci anni di distanza – la doccia fredda: il Consiglio di Stato che ribalta la sentenza del Tar e accusa il Comune di «trasformazione irreversibile di un bene altrui», stabilendo un risarcimento da illegittima occupazione e la corresponsione dell’indennità di occupazione per ciascun anno dal 1989 a oggi.

Una cifra che nel frattempo è lievitata intorno ai 250.000 euro.

Il 10 giugno scorso si è tenuta l’ultima udienza, con un colpo di scena. Al giudice, infatti, è stato chiesto un rinvio perché nel frattempo le parti hanno avviato – si legge negli atti – «una trattativa finalizzata al perfezionamento di un accordo transattivo con effetti di cessazione della materia del contendere».

Pertanto è stato chiesto di rinviare la trattazione del ricorso a suo tempo presentato dalla Chiesa.

Dal Comune di Roccastrada il sindaco Francesco Limatola conferma che, in effetti, ci sono stati degli incontri e che alla fine la vicenda potrebbe risolversi bonariamente.

L’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero di Grosseto schiera gli avvocati Francesco Massimo Pozzi e Paolo Bastianini. Il Comune collinare risponde con l’avvocato fiorentino Germana Parlapiano.

Viste le memorie e gli atti della causa, il giudice, tenuto conto anche della durata del processo, ha concesso una dilazione disponendo che, entro il 10 dicembre 2015, l’amministrazione depositi in giudizio, una documentata relazione descrittiva sull’andamento del procedimento di composizione della controversia (utile anche per decidere in caso di fallimento delle trattative), che sarà poi sostituita dal provvedimento finale.

L’ultima udienza, di merito, è stata fissata al 9 marzo 2016, con l’espressa avvertenza alle parti che non saranno consentiti ulteriori rinvii e la causa sarà comunque decisa indipendentemente da ogni altra richiesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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