Il Tirreno

Grosseto

Funghi a sorpresa: i più saporiti nel piatto già a giugno

Gabriele Baldanzi
Un cestino di porcini trovati nei boschi della Maremma in questi giorni
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Un cestino di porcini trovati nei boschi della Maremma in questi giorni

Esplosione in tutti i boschi della Maremma: cesti pieni grazie al vento che soffia dal nord e alle piogge dei giorni scorsi

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GROSSETO. La fungata di giugno è servita. Da qualche giorno, in diverse zone della Maremma, escono i porcini.

Lo dicono le foto sui social, lo ribadiscono gli esperti, coloro che già da settimane osservavano i dati meteoclimatici, ma soprattutto lo confermano gli anziani partendo dal loro bagaglio di sensazioni ed esperienza. Durerà poco la fungata, ma questi saranno i porcini migliori, i più saporiti, profumati.

Segnalazioni da diverse zone. L’entroterra maremmano, nelle zone vocate alla raccolta, si prepara a essere invaso. Segnalazioni positive arrivano dai boschi di Magliano, Montorsaio, Montalto, la zona di Massa Marittima, e ancora Paganico, la stazione di Roccastrada. Le piogge dei giorni scorsi, la temperatura sempre gradevole, una discreta umidità e le lievissime folatine di vento da nord est, gradiente ottimale per l’innesco delle muffe fungine, hanno fatto la differenza. Gli appassionati del porcino, già a partire da metà settimana, si sono riversati nei boschi, visitando prima i castagneti poi la macchia mediterranea. Nelle foto inviate in redazione o postate sui social si vedono porcini schietti e si immagina l’emozione di scoprirli sotto una foglia o in una radura. Già nell’autunno 2014 la stagione era stata straordinaria e molto lunga (gli ultimi porcini sono stati raccolti a metà dicembre) con grandi soddisfazioni sia per i fungaioli professionisti sia per il cercatore della domenica. Adesso arriva un’altra ricompensa.

Quando e perché escono. Secondo gli esperti l’uscita del porcino è la conseguenza di una combinazione a suo modo perfetta tra umidità relativa e temperature calde, che fanno esplodere la fioritura di muffe. Un’altra condizione importante è che il vento non volti a Tramontana. Ovviamente sia il caldo che l’umidità non devono essere eccessivi. Negli ultimi giorni, per esempio, soprattutto nell’entroterra, il calore non è riuscito a penetrare completamente dentro la macchia, smorzato dall’umidità notturna. Si è evitato così il danneggiamento dello sviluppo del fungo. In questo periodo inoltre boschi e castagneti sono rimasti minimamente umidi e le temperature (la minima e la massima), si sono mantenute nei limiti di stagione.

Per il porcino di giugno non c'è prezzo.

In Maremma i primi boschi da tenere sotto controllo sono le quercete e i castagneti, dove il sottobosco è un misto di erba, muschio, foglie e terreno scoperto.

E i primi a comparire in questi habitat sono propri i tanto desiderati porcini (prevalentemente Boletus reticolatus e Boletus aereus). Le quantità di porcini raccolte in questi giorni e nei prossimi non saranno abbondantissime e quindi non esiste un prezzo nei negozi di ortofrutta. Chi vuole mangiarli deve andare nei boschi - di persona - oppure indovinare un ristorante dove il re del bosco (fresco) è inserito nel menù. Per esempio all’osteria “Da Giannino”, a Roccatederighi o al Farniente, da Matteo, in piazza della Palma, a Grosseto.

“A giugno il buon fungo". Lo recita un detto popolare toscano. In questo periodo, infatti, il sapore e l’odore è più forte. La percentuale d'acqua presente risulta più bassa e questo facilita purtroppo l’attacco dei vermi. Bisogna infine ricordare che la raccolta di funghi spontanei è disciplinata da una legge regionale.

Coloro che raccolgono funghi nel solo territorio del comune di residenza non sono tenuti a munirsi di nessuna autorizzazione, mentre chi esce dal Comune di residenza deve effettuare un versamento, che può avere validità di sei mesi, un anno o tre anni. E comunque anche i titolari delle autorizzazioni non possono mettere nel paniere più di 3 kg di funghi al giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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