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Così si salvaguarda San Cerbone

Così si salvaguarda San Cerbone

Premiato lo studio sul Duomo di un giovane ingegnere pisano

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MASSA MARITTIMA. Un’attenzione puntigliosa sulle fondamenta e sui travertini, in modo da dare tanta compattezza quanto antico splendore. Il perché poi abbia scelto il duomo di Massa Marittima rimane un mistero, ma probabilmente è facile pensare che un laureando in architettura abbia visto in San Cerbone una sfida affascinante e suggestiva. Tanto che la sua tesi di laurea ha ricevuto il Premio internazionale Domus “Restauro e conservazione”, proprio per aver intrecciato vari discipline in un unico studio che potrebbe riportare il palazzo più importante della città del Balestro agli antichi fasti.

Bene dire subito che comunque il restauro della cattedrale è già in corso da diverso tempo, affidato a studi d’architetti specializzati, e dovrebbe finire in tempi ragionevoli. Nel suo passaggio in Maremma, l’anno scorso, il governatore Enrico Rossi disse che tutto si sarebbe concluso entro Pasqua 2014, ma tant’è. Di questi lavori, comunque, si è interessato un giovane studente pisano iscritto alla facoltà d’ingegneria edile-architettura: Francesco Spandre. Il ragazzo ha studiato a fondo la struttura e le carte del restauro, fino a completare la sua tesi di laurea, intitolata “La cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima: storia, sicurezza e conservazione”. Un lavoro che gli è valso non solo il massimo dei voti, ma anche la medaglia d’oro ex-aequo del premio internazionale “Restauro e Conservazione”, indetto dall’Università di Ferrara.

«Il progetto – si legge nelle motivazioni della giuria – affronta lo studio della cattedrale di San Cerbone, illustre testimonianza del romanico toscano, anche grazie al completamento nella zona presbiteriale eseguito da un maestro che, ormai quasi unanimemente, è stato identificato in Giovanni Pisano. Il lavoro ha seguito un approccio di tipo multidisciplinare, finalizzato alla comprensione del monumento e quindi al progetto di restauro». Lo studio è partito da un’attenta fase conoscitiva della cattedrale, grazie a volumi e bibliografie storiche: dai dissesti originari su cui la struttura è stata costruita fino ai giorni nostri, attraversando tutte le fasi d’incertezza e i vari interventi di manutenzione che l’hanno interessata nei secoli. Da qui, la possibilità di stilare modelli di calcolo delle proporzioni del duomo, messi a punto per simulare il suo comportamento statico e sismico, e i metodi per poterne assicurare la conservazione: attraverso il consolidamento strutturale, eliminando le debolezze statiche e rinforzando la sua sismo-resistenza. Dalla base all’esterno, con gli interventi studiati dal pisano per quanto riguarda le superfici, che prevedono la pulitura e la puntuale scialbatura con malta di calce delle porzioni disomogenee, rendono alla cattedrale l’originaria uniformità cromatica del travertino, preservando la lettura delle diverse tessiture murarie e quindi garantendo la salvaguardia della complessa stratigrafia riscontrata.(a.f.)

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