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Cerulli in tv: «All’Argentario esisteva una sorta di mafia»

Cerulli in tv: «All’Argentario esisteva una sorta di mafia»

ROMA. Turismo, Caravaggio, lotta all’abusivismo. Questi i principali argomenti trattati dal sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli a Uno Mattina Estate. Cerulli è stato ospite del format condotto...

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ROMA. Turismo, Caravaggio, lotta all’abusivismo. Questi i principali argomenti trattati dal sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli a Uno Mattina Estate. Cerulli è stato ospite del format condotto da Mia Ceran e Alessio Zucchini ieri intorno alle 9,10. Una manciata di minuti di botta e risposta con il conduttore Rai, mentre l’emittente passava in rassegna le splendide immagini dell’Argentario. Proprio sul turismo ha esordito Cerulli. «Il giro d’affari su Monte Argentario non si conosce _ ha spiegato _ perché per i commercianti siamo sempre in crisi. Eppure siamo una delle poche zone dove continua a mantenersi un bel giro d’affari. La Concordia? Per noi quello che è successo al Giglio quella notte è stato uno choc. Questa cosa ha portato anche una medaglia d’oro per il soccorso che abbiamo dato, dopodiché abbiamo visto una flotta di visitatori. Abbiamo sempre sostenuto che, a parte i morti, in tanti c’hanno guadagnato. Di danni all’ambiente invece non ne vedo, Argentario e Giglio sono e belli come prima».

Sul parco funerario del Caravaggio e la presunta autenticità delle ossa Cerulli non si tira indietro: «Intanto non sono io ad aver fatto i rilievi _puntualizza – anche se gli esami hanno detto che quelle sono, molto probabilmente, le ossa appartenute al Caravaggio. Del resto sappiamo che lui è morto a Porto Ercole, tante testimonianze fanno pensare che questa sia una cosa plausibile, dunque perché non omaggiare questo grande personaggio con una tomba da poter visitare? Porto Ercole, al di là del Caravaggio, ha una storia seicentesca fatta di torri e castelli, questo è un elemento pubblicitario in più perché il turismo nautico potrebbe non essere sufficiente».

Grande risalto infine alla lotta all’abusivismo. «Secondo me all’Argentario esisteva una sorta di mafia di terra e di mare», conclude Cerulli. «L’abusivismo c’è stato e continua a esserci, ma noi cerchiamo di reprimerlo il più possibile. Ultimamente stiamo demolendo le casette della Feniglia, piano piano perché una legge molto garantista fa sì che tutti si possano opporre». (a.c.)

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