Il presidio
Niente denuncia dei redditi «Mancano i soldi del film»
Pensionato aveva fatto la comparsa sul set per Caravaggio a Porto Ercole L’importo è stato dichiarato ma non ancora pagato: la produzione rassicura
PORTO ERCOLE. «In Italia succede veramente di tutto, ma anche di più». Queste le parole con le quali, Palmiro Lunghi commenta quello che gli è capitato. Palmiro Lunghi ha partecipato, come comparsa, al film su Caravaggio girato qualche mese fa a Porto Ercole. Lunghi, ormai in pensione, decise di provare l’ebrezza della macchina da presa. Un breve casting e poi pronto per il ciak. Come lui tanti altri portercolesi che si sono divertiti a fare gli attori per un giorno o più. Di certo nessuno con velleità cinematografiche o smania di successo e soldi. Si, perché fare la comparsa non fa certo diventare ricchi. 80 euro scarsi al giorno. E Lunghi solo un giorno ha prestato la sua faccia, anzi la sua nuca (dato che è stato preso da dietro) alle scene.
Fin qui tutto normale se non fosse che Palmiro Lunghi, attore per un giorno, quelle 80 euro non le ha ancora viste. E proprio a causa di questo mancato pagamento ha avuto qualche difficoltà per redigere la sua dichiarazione dei redditi. «Ad aprile - racconta - ho presentato il mio Cud al Caf e pochi giorni fa mi ha telefonato l'impiegata annunciandomi la mia denuncia dei redditi era stata bloccata perché risulta che io ho due Cud: uno dell'Inps e l'altro dell'Isola srl». L'Isola srl è la casa di produzione che ha curato la produzione esecutiva del film. Come ha spiegato in una mail Riccardo Pintus dell'Isola ad Alessandro Lucignani, delegato di Porto Ercole che si è fatto in quattro per il film al momento delle riprese e si sta facendo in quattro anche ora per venire a capo di quanto successo a Lunghi e a molti altri, l'Isola «ha assunto, per conto della casa di produzione polacca (Ltp), che ha prodotto il film, tutto il personale necessario alle riprese pagando tutte le spese effettuate in territorio italiano. Con Ltp è stato concordato un budget per tutto quanto da loro richiesto e stipulato e firmato un regolare contratto in cui è scritto che il film non può uscire fino a quando non sarà stato pagato tutto quanto a noi dovuto». Rimane però il problema dei cud inviati senza aver fatto mai il pagamento. Pintus conferma che «sono stati fatti e inviati dal mio commercialista quando sembrava che i polacchi stessero per pagare, non immaginando minimamente che poi il ritardo si sarebbe dilatato e la questione sarebbe diventata spinosa». Dopo tutto questo trambusto fatto dalle comparse porterocolesi anche i produttori polacchi hanno detto la loro cercando di rassicurare tutte le parti sul fatto che i soldi arriveranno e che il film verrà presentato a marzo in 23 paesi europei con una conferenza stampa proprio a Porto Ercole. I polacchi sono convinti che tutti alla fine saranno soddisfatti, ribadiscono che loro non sono mai spariti e che salderanno quanto ancora devono dare alla casa di produzione italiana.
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