Gessi rossi Tioxide, Gavorrano punta sulla partecipazione
Si fa strada l’idea di una commissione d’inchiesta pubblica per il nuovo sito di stoccaggio dei resti di lavorazione
GAVORRANO. Che sia una commissione d’inchiesta pubblica o un altro percorso poco importa: quel che conta è che la decisione sia partecipata e soprattutto condivisa. L’amministrazione di Gavorrano lo ha spiegato bene ieri in consiglio comunale quando l’assise è stata chiamata ad approvare il nuovo accordo della Huntsman Tioxide.
«La nuova destinazione dei gessi rossi da smaltire arriverà attraverso un percorso in cui tutti i soggetti coinvolti potranno dire la loro» ha spiegato in buona sostanza il sindaco Elisabetta Iacomelli, che con la sua giunta sta lavorando costantemente con gli uffici regionali per trovare la formula migliore di partecipazione. «Non dico che questo accordo è la soluzione, ma ci rende molto soddisfatti perché fa sì che la Tioxide abbia una continuità lavorativa e contemporaneamente permette di riassettare la cava di Montioni» dice il sindaco, anche se forse la sua soddisfazione deriva anche da un altro fattore. Con l’accordo approvato ieri in consiglio (che segue la stessa procedura già vista a Follonica e Scarlino), infatti, il Comune minerario «si mette nella condizione di partecipare alle scelte su un tema così importante per il futuro occupazionale e ambientale del territorio».
Non è un aspetto da poco, dato che ormai da mesi Gavorrano è dato in pole position per essere la prossima meta dei gessi rossi, gli scarti della produzione di biossido di titanio della Tioxide, ora che la cava di Montioni, dove sono stati smaltiti fino ad oggi, è satura. Per mesi si è parlato della cava della Vallina come prossimo sito, ma si è sempre trattato di voci di corridoio. I fatti, assicura Iacomelli, sono altri. «Stiamo lavorando con i tecnici e i vari uffici regionali per valutare quale strada intraprendere» spiega. La maggioranza già da qualche mese ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta pubblica per decidere dove realizzare una nuova discarica per i gessi e da febbraio a riguardo è stato aperto un tavolo tecnico in Regione, dato che sarà Firenze a decidere se istituire una commissione o meno. «Il bando per un processo partecipativo scadrà a settembre – spiega Iacomelli – Ma non stiamo battendo solo quella strada, bensì tutte quelle che permetteranno la massima partecipazione possibile». C’è ancora un po’ di tempo per entrare nel vivo dell’iter che porterà a una decisione, ma è ovvio che tutte le forze coinvolte stiano cercando di gettare le basi per un miglior compromesso possibile, perché anche se nessuno li vuole, serve trovare una nuova discarica per i gessi. L’opposizione allora ha proposto una sorta di garanzia che vorrebbe andare a vantaggio di quello che sarà il Comune sede del nuovo sito: anziché riscuotere le quote che Tioxide pagherà all’ente, avere un ritorno in termini occupazionali. Una proposta lanciata dal capogruppo di Bene Comune Antonio Melillo che si scandisce nell’investimento dei soldi che l’azienda pagherà comunque al Comune in sviluppo di posti di lavoro sul territorio scelto.
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