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sigilli al ristorante di porto ercole

La titolare: «Chiediamo solo di lavorare»

La titolare: «Chiediamo solo di lavorare»

PORTO ERCOLE. «Stiamo aspettando con la morte nel cuore». Queste le parole di Cinzia Pagano, la titolare del ristorante La Pinta di Porto Ercole all’indomani dell’apposizione dei sigilli sulla loro...

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PORTO ERCOLE. «Stiamo aspettando con la morte nel cuore». Queste le parole di Cinzia Pagano, la titolare del ristorante La Pinta di Porto Ercole all’indomani dell’apposizione dei sigilli sulla loro canna fumaria in virtù di una esposto pervenuto alla Procura della Repubblica secondo il quale la canna non sarebbe come dovrebbe essere.

«Il legale ha depositato i documenti – racconta la donna - e anche il tecnico sta facendo tutto quello che può fare». Cinzia Pagano è decisa (come la sua famiglia) a combattere per cercare di riaprire una attività che stava andando bene, che è nata per dare lavoro ai suoi figli e dava lavoro a 9 persone, tutte di Porto Ercole e tutte regolarmente assunte. La titolare è rammaricata: «Se il provvedimento ci fosse stato notificato a inizio settimana invece che giovedì avremmo avuto qualche altro giorno utile per agire, invece ci siamo trovati davanti il fine settimana perdendo giorni preziosi». Una famiglia che giovedì mattina, quando gli agenti sono andati a mettere i sigilli, ha pensato di mollare tutto non sentendosi difesa dallo Stato. «Abbiamo chiesto tutti i permessi e li abbiamo ottenuti, abbiamo fatto i progetti, chiediamo solo di lavorare». Ora la famiglia è pronta a fare tutto quello che sarà necessario per riaprire. In paese molti hanno mostrato solidarietà alla famiglia. «Li ringraziamo per l’affetto dimostrato». (i.a.)

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