Italia
Condannato a 10 mesi per la carezza proibita a una giovane barista
MONTE AMIATA. «L'imputato sarà sicuramente estroverso, come dice il consulente della difesa, ma nessuno lo autorizza a palpeggiare». Così il sostituto procuratore Maria Navarro ha chiuso la...
MONTE AMIATA. «L'imputato sarà sicuramente estroverso, come dice il consulente della difesa, ma nessuno lo autorizza a palpeggiare». Così il sostituto procuratore Maria Navarro ha chiuso la requisitoria nei confronti di un uomo di 39 anni imputato di violenza sessuale per aver toccato il posteriore di una barista in un locale pubblico del Monte Amiata. Un episodio del dicembre 2010 per il quale l'uomo è stato riconosciuto colpevole dal collegio del Tribunale che lo ha condannato a 10 mesi e al pagamento delle spese processuali, nonché all'interdizione perpetua dagli uffici di tutela e curatela e dai pubblici uffici. Concesse comunque le attenuanti generiche, la sospensione e la non menzione. Le motivazioni saranno depositate entro la fine di luglio.
Il procedimento penale era partito dalla querela della ragazza, oggi 27enne, che si era lamentata con i carabinieri dopo una serie di apprezzamenti: un militare dell'Arma era intervenuto due giorni dopo l'episodio del presunto palpeggiamento richiamando l'uomo a un comportamento meno invasivo. Il pm aveva riconosciuto comunque la minima rilevanza del gesto e aveva chiesto una pena minima, individuandola comunque in 1 anno e 2 mesi.
Contro la richiesta di condanna si era speso il difensore Adriano Galli, che preannuncia appello, e che aveva innanzi tutto fatto rilevare che nessuno ha saputo precisare nemmeno quale tipo di toccamento sia avvenuto e se sia stato casuale: «Un dubbio rimasto irrisolto», ha detto, anche per la mancanza di testimoni. Manca l'elemento psicologico, ha sostenuto il legale, dopo che in aula era stata ascoltata una specialista di Siena che aveva inquadrato il carattere dell'imputato: il suo era stato un atteggiamento scherzoso, giocoso, non sessuale. E comunque la barista l'aveva denunciato per molestie, un reato per il quale l'uomo ha comunque risarcito la ragazza. E dopo l'intervento del carabiniere, ha aggiunto il difensore, l'imputato non si era permesso più di rivolgere la parola alla barista. Nell'ultima udienza sono stati sentiti anche alcuni avventori del bar, chiamati dalla difesa per riferire di eventuali anomalie nel comportamento della ragazza. (p.s.)
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