Il rebus degli accatastamenti degli alloggi
Perché chiese chiarimenti all'Agenzia delle Entrate? «Perché secondo me gli alloggi dell'ippodromo non erano civili abitazioni ma dovevano essere accatastati come unità produttive» dice Domenico...
Perché chiese chiarimenti all'Agenzia delle Entrate? «Perché secondo me gli alloggi dell'ippodromo non erano civili abitazioni ma dovevano essere accatastati come unità produttive» dice Domenico Melone, oggi responsabile dell'ufficio ambiente e all'epoca dell'assetto del territorio, rispondendo al pm Salvatore Ferraro. E la risposta? «Mi dissero che era solo un problema fiscale». Ma perché ci fu questo interessamento? Non ci fu un'interrogazione? incalza il pm. «Non so, forse dopo. Ma fu una mia iniziativa. Io mi ero già attivato in proprio perché in quel periodo seguivo anche gli accatastamenti dei villaggi turistici, che avevano problemi dello stesso genere». All'avvocato Grassi (difesa Tonelli) Melone ha ricostruito anche la vicenda dei cartelli pubblicitari: «La società aveva scritto 'vendonsi appartamenti', ma il Comune li respinse. Allora rettificarono con la dizione che la vendita era in linea con le disposizioni del Comune e questa dizione passò». Ascoltato anche l'architetto Stefano Mugnaini, funzionario comunale. (p.s.)
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