Parco faunistico, il gioiello preda di sporco e degrado
Arcidosso, fiore all’occhiello del turismo amiatino da tempo cade a pezzi Buche nelle strade e strutture fatiscenti finiscono in un’interrogazione al sindaco
ARCIDOSSO. Strade per il parco faunistico e per la torre di David disseminate di buche, strutture fatiscenti, recinti del parco chiusi. I cittadini si lamentano per una situazione non più tollerabile che scoraggia anche i turisti e la minoranza consegna un’interrogazione al sindaco di Arcidosso Jacopo Marini.
Non bastava la strada provinciale da giorni transennata e in due tratti ridotta a un’unica corsia; adesso anche i percorsi turistici di maggior attrattiva sono in uno stato disastrato. E il parco faunistico del Monte Amiata cade a pezzi.
«Il 7 giugno si è svolto l’appuntamento “Montagnando” organizzato dal consorzio forestale dell’Amiata da 14 anni – spiega Pier Paolo Camporesi, capogruppo di minoranza di Insieme per Arcidosso – e quest’anno l’itinerario prevedeva una passeggiata dal Parco faunistico al Monte Labro. Questa è stata l’occasione per toccare con mano il degrado in cui è precipitato il Parco Faunistico considerato fino a poco tempo fa il fiore all’occhiello del turismo amiatino e in particolare di Arcidosso. Nel suo programma elettorale il sindaco Marini prevedeva, fra l’altro, di potenziare le aree protette di cui il Parco faunistico avrebbe dovuto diventare il centro di coordinamento».
Nel mirino di Camporesi ci sono la strada disseminata di buche, le strutture inutilizzate, recinti chiusi e così via «che – dice Camporesi – denotano uno stato di semi abbandono che, nonostante la buona volontà di chi ci lavora, mi pare assai improbabile possa attrarre turisti ed essere il traino per altre iniziative. Se si continua così vedo difficile creare nuovi posti di lavoro come promesso, anzi c’è il rischio di mettere a repentaglio anche quelli esistenti. È ormai trascorso più di un anno dal suo insediamento e risaltano agli occhi di tutti che le promesse di posti di lavoro in campagna elettorale sono rimaste tali».
Una desolazione, insomma, che ricalca quella del centro di Arcidosso: «È questa la comunità viva che auspicavate? – ironizza Camporesi – Ci sono iniziative in corso o in progetto per rilanciare il Parco faunistico (forti delle conoscenze vantate in ambito regionale) e renderlo nuovamente il fiore all’occhiello che è stato? Spero che questo stato di semiabbandono lo abbiano notato anche i membri della segreteria del Pd locale che, rispondendo in vece del sindaco, sono soliti scaricare le responsabilità del degrado attuale su chi ha preceduto questo governo, compreso il sottoscritto tirato in ballo in modo strumentale». Le risposte sono attese in consiglio comunale.
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