Il presidio
«Portate via il lupo da qui Carneficina per le greggi»
Dante Ricciardi, pastore di Stribugliano, lancia l’ennesimo appello agli enti Passa le notti vicino alle sue pecore ma i predatori colpiscono ancora
ARCIDOSSO. Due ore per ripulire l’ovile e subito il predatore attacca, portandogli via la pecora più giovane e bella. A niente è valso che Dante Ricciardi, di Stribugliano, dorma da mesi, ormai, accanto alle sue pecore, che le sorvegli tutto il giorno “mangiando un boccone” dietro ai suoi animali pur di salvarli.
«La notte si veglia e si sta con i fari accesi e la radio a tutto volume- si dispera Ricciardi- e la sera quando le conto mi sembra un miracolo che siano tutte. Ma stavolta il predatore è stato più furbo e me ne ha mangiata una. Ne ho ritrovato la testa e la pelle. Spellata viva. Me ne ero accorto che erano impaurite quando sono uscito dalla stalla e che si erano rifugiate accanto casa. Le ho rimandate nel campo, ma non volevano. Poi l’ho trovata. Spellata viva, capite?». Ricciardi è un pastore vecchio stampo, di quelli con una sua filosofia a cui non rinuncerebbe nemmeno sotto tortura: «I discorsi - dice - la pancia non la pienano. I discorsi di chi per salvare una specie non più in estinzione rischia di farne estinguere altre, contraddice tutta la direttiva Habitat che vuole salvare tutte le specie. Il lupo deve essere tolto di qui dove mai è stato e riportato e contenuto nei suoi territori di origine. La Maremma che era la terra della speranza, oggi è un inferno. Grosseto, distretto rurale d’Europa, non sarebbe marginale se si valorizzassero le sue vere peculiarità. Invece hanno messo i collari satellitari ai predatori e li studiano per vedere dove vanno. Così si spendono i soldi dei progetti».
«Mi ci piange il cuore - prosegue Ricciardi singhiozzando- a vedere soldi ed energie vanificati. Che bisogno c’era di portare il lupo dove non c’era? Chiedo, e con me tanti altri, di modificare la direttiva Habitat che ci impedisce di difenderci, affinché sia permesso di salvaguardare il nostro territorio e i nostri greggi».
Di fronte all’ennesima pecora straziata, il pastore del Casale di Stribugliano rammenta le promesse passate dei politici e invita quelli che stanno per arrivare a fare qualcosa: «Il governatore della Toscana Enrico Rossi un anno fa aveva promesso interessamento e invece, nulla. Abbattimenti no, catture no, solo reti ingestibili e cani che fanno danni a più non posso. Oltre tutto i cani li uccidono anche», afferma riferendosi alla strage di nove cani da guardiania avvelenati a Giacomo Franceschelli con greggi in zona Amiata. E continua: «Adesso si dice che Leonardo Marras sia papabile a diventare assessore all’agricoltura in Regione. A lui chiedo se sa in che condizioni viviamo, se sa che qui il lupo non c’era e che per metafisici progetti ce lo hanno rimesso e fatto prolificare, se sa che la grandiosa macchina da guerra attrezzata contro i predatori si è risolta e continua a farlo, in una carneficina per le greggi di tutto il grossetano. Speriamo che lo sappia e che, se diventa assessore, faccia qualcosa».
Fiora Bonelli
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