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La fa arrestare dopo il furto del portafogli
Ottantenne insegue una romena e dà l’allarme. I carabinieri recuperano soldi e tessera bancomat
PORTO SANTO STEFANO. Ha 80 anni ma è sempre in gamba. È lucida e non si perde d’animo. È stata lei a dare l’allarme, a mettersi a gridare “aiuto”, a inseguire la ladruncola, a indirizzare le ricerche. Ha pagato lo sforzo, perché si è sentita male. Ma quando i carabinieri le hanno riportato portafogli, bancomat e denaro, si è sciolta in un sorriso.
È andato così il furto avvenuto venerdì pomeriggio a Porto Santo Stefano. Un furto concluso con la cattura della responsabile, Liliana Magdalena Orhei, una romena di 43 anni abitante a Ladispoli. La quale ha ammesso tutto di fronte al giudice Marco Mezzaluna: «Avevo bisogno di soldi». I soldi erano nel portafogli che l’anziana donna aveva nella borsa che portava con sé. Poco dopo le 15 era andata in via Baschieri per farsi fare delle foto per il rinnovo della carta di identità. È stata fatta accomodare, ha posato la borsa su una sedia. Improvvisamente ha visto una donna entrare, aprire la cerniera della borsa, portare via il portafogli e scappare. L’anziana si è alzata di scatto e ha inseguito la donna, chiedendo l’aiuto dei passanti nel tragitto fino al lungomare dei Navigatori. Lì la Orhei si era fermata davanti a un bancomat: ha fatto in tempo a inserire la tessera e a digitare il pin, evidentemente trovato tra gli effetti nella borsa. Ha prelevato 600 euro e li ha nascosti addosso. Ma addosso le sono arrivati sia un uomo poco più che trentenne che richiamato dalle grida è intervenuto lasciando momentaneamente il lavoro (stava caricando dei tavoli) sia i carabinieri di pattuglia, nel frattempo avvisati dalla centrale.
La tessera era ancora inserita nell’apparecchiatura bancomat, il portafogli (dentro c’erano 50 euro) era stato gettato sotto un’auto in sosta: è stata la stessa straniera a farlo recuperare. I carabinieri di Porto S.Stefano hanno portato Liliama Orhei in caserma e hanno avvisato il sostituto procuratore Salvatore Ferraro, che ha disposto l’arresto. Ma ha anche aperto un altro fascicolo, per ricettazione, dal momento che con sé la donna aveva altri 400 euro, due dollari e due monili in oro, due catenelle. Su una delle quali c’era scritto “Salvatore” e dall’altra “la nonna”. I carabinieri sospettano che si tratti di proventi di almeno un altro furto. «Gli oggetti in oro sono miei. In romeno Salvatore ha lo stesso significato che in italiano», come se si intendesse Gesù e non un uomo che si chiama Salvatore, si è giustificata la donna, che a Ladispoli vive facendo le pulizie nelle abitazioni altrui. E come è arrivata all’Argentario? «Mi ha portata Mario, un amico: mi ha detto che avremmo fatto una gita, al mare. Ci eravamo separati, poi io sarei dovuta tornare a casa in treno».
Arresto convalidato e nessuna misura. Impossibile, legge alla mano, darle il carcere: è incensurata, ha collaborato anche in udienza, tra furto e uso del bancomat non avrebbe mai potuto superare i 4 anni di pena. Ha patteggiato 1 anno e 400 euro ed è tornata libera. È la legge.
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