Il Tirreno

Grosseto

Assunzioni in Farmacie «Quel bando è illegittimo»

di Maurizio Bernardini

Le opposizioni contro la partecipata del Comune che cerca cinque dipendenti Ma il presidente Bocchi si difende: «Tutto in regola, spiegheremo in consiglio»

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GROSSETO. Farmacie comunali riunite spa, pillole amare. Per una larga fetta di opposizione, il bando pubblicato dalla partecipata del Comune per assumere 5 nuovi farmacisti «è illegittimo. O quantomeno inopportuno».

Andrea Ulmi, Riccardo Megale (lista civica Lolini), Giacomo Cerboni (Ncd) e Pierfrancesco Angelini (Fdi) stroncano l’avviso diffuso il 26 maggio. L’azienda si difende, ma è caos. Il bando scadrà il 10 giugno. E per i quattro uomini del centrodestra (identica, assicurano i presenti, la linea di Mario Lolini e Luigi Colomba) è tutto da rivedere. «Troppo stretto l’imbuto creato da chi ha stilato l’atto» sbotta Andrea Ulmi senza troppi giri di parole. Pomo della discordia? Un passo che se non rispettato implica l’esclusione dalla corsa al posto in farmacia: chi vuol partecipare alla selezione deve infatti dimostrare d’aver prestato servizio «in qualità di collaboratore farmacista e/o tirocinante post laurea per almeno un mese in farmacie comunali gestite sotto forma di società di capitali a prevalente ma non totalitaria partecipazione pubblica».

Detto in soldoni? Non basta l’aver speso, magari per anni, la propria professionalità in realtà private. «Assurdo» tuona Cerboni. «Incostituzionale» rilancia Angelini. «Come minimo è inopportuno» concordano tutti. «Anche perché – spiega Megale, documenti alla mano – ho visionato atti simili. Bandi indetti da aziende partecipate che cercavano personale. E in nessun caso ho trovato riferimenti così stringenti».

Ma quella tanto criticata non è l’unica sfumatura indigesta ai rappresentanti del centrodestra. «Tra le altre perplessità che abbiamo – spiega Ulmi – c’è la possibilità riservata al Comune di attingere, in caso di bisogno, dalle future graduatorie che nasceranno in seguito a questa selezione. «La stessa graduatoria – è infatti riportato sul bando - potrà essere inoltre concessa al Comune e a sue società partecipate nonché a Codifarma qualora questi ne facciano espressa richiesta». Finito qui? Macché: Ulmi contesta pure la totale assenza di richiami all’Educazione continua in medicina, ovvero l’aggiornamento cui ogni iscritto all’Ordine dei farmacisti è tenuto. «Ecco, quella sì che poteva e doveva essere inserita nel bando».

È per tutte queste ragioni che la minoranza di centrodestra chiede chiarimenti immediati ai vertici di Fcr, «magari – ricorda Megale – a partire dal direttore del personale dell’azienda e presidente dell’Ordine dei farmacisti, Alfredo Discepoli, e dal sindaco». Intanto Angelini è pronto a trascinare tutto in commissione Controllo e garanzia: «Il bando, così come concepito, è incostituzionale perché annulla la parità tra i farmacisti» spiega.

E i vertici di Fcr? Il presidente Alessandro Bocchi distribuisce rassicurazioni e annuncia un’informativa dettagliata. «Confermiamo la legittimità e la correttezza del nostro operato. Forniremo tutti i chiarimenti del caso nei tempi e nei modi dovuti. Lo faremo in consiglio comunale, o, se sarà necessario, davanti alle commissioni preposte». Su una cosa sono tutti d’accordo: Farmacie comunali riunite spa è una società in salute: solo nel primo quadrimestre di quest’anno, sono 100.000 gli euro in più incassati dal gruppo. »E pensare – pungono dal centrodestra – che fino a meno di un anno fa la giunta spacciava l’azienda come qualcosa da liquidare in tutta fretta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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