Il Tirreno

Grosseto

Forestali in sciopero Presto degli arretrati ma non gli stipendi

di Fiora Bonelli
Forestali in sciopero Presto degli arretrati ma non gli stipendi

Non riscuotono da mesi, ieri picchetto a Castel del Piano Oggi incontro con Uncem per lo stato di agitazione regionale

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CASTEL DEL PIANO. Stipendi, quattordicesime, premi di produzione. Gli operai forestali dell’Amiata grossetana, sostenuti dai sindacati Cgil e Cisl, reclamano quanto loro dovuto ma allargano il ragionamento sulla questione forestazione, arrivando a ipotizzare, se necessario, la “regionalizzazione” del settore oggi gestito dall’Unione dei comuni che ne ha la delega.

Come annunciato gli operai forestali dell’Unione comuni Amiata grossetana hanno incrociato le braccia per tre ore ieri mattina. Hanno organizzato un picchetto davanti alla sede dell’Unione dei comuni e si sono incontrati col dirigente dell’Unione Cesare Papalini. Nessun esponente politico, invece, si è fatto vivo.

Lo sottolineano a chiare note gli operai in agitazione. «Abbiamo fatto un picchetto dimostrativo – dice Enrico Cimbri dell’Rsu – ma adesso torniamo al lavoro. Abbiamo incontrato il dirigente, ma nessuno dei politici. Siamo senza stipendio da aprile. Il dirigente ha promesso che nell’arco di brevissimo tempo, entro una settimana, ci verrà pagata la quattordicesima, accantonata nella Cassa forestale toscana e il premio produzione del 2014. A questo punto si avanzerà solo lo stipendio di aprile e maggio. Ma per avere queste mensilità, occorre attendere l’insediamento della nuova giunta regionale la quale delibererà di mandare i soldi dovuti all’Unione comuni. L’unione ha già pagato con anticipi nei mesi scorsi e non è più possibile usare questo metodo. Così ci ha detto il dirigente. Ma la questione va al di là degli stipendi. Noi siamo 21 operai forestali tutti vicini ai 60 anni. Il più giovane è del 1961. L’ultimo assunto risale al 1985. I giovani, che servirebbero, per far funzionare macchinari pesanti e svolgere lavori di particolare impegno, non ci sono. Il turn over non esiste. E anche per l’antincendio che inizia a metà giugno, siamo solo in otto. Ci preoccupa il futuro che vediamo nerissimo».

Anche i rappresentanti sindacali, presenti alla dimostrazione degli operai, non sono ottimisti. Pier Paolo Micci segretario amiatino di Flai-Cgil chiarisce: «Chiederemo un incontro urgente all’Unione dei comuni. I politici, mercoledì mattina, non si sono visti. Chiederemo il rinnovo della pianta organica, perché siamo chiamati a mettere in sicurezza l’ambiente per il rischio idrogeologico e sono lavori di responsabilità, delicati e pesanti. Vogliamo capire se la delega alla forestazione che gestisce l’Unione si vuole o si può far funzionare o no. Perché se si hanno difficoltà a pagare gli stipendi di due mesi, con quale prospettiva possiamo vedere il futuro?».

E Giuliano Bartoli, componente della segreteria sindacale Fai Cisl, aggiunge: «La mattina del 4 giugno i sindacati incontreranno Oreste Giurlani presidente Uncem Toscana e chiederanno di proclamare lo stato di agitazione in tutta la Toscana. Perché anche se in altre Unioni dei comuni gli operai sono pagati regolarmente, tuttavia il problema forestazione non riguarda solo l’Amiata: vogliamo capire se questo settore della protezione dell’ambiente e del paesaggio interessa o no la Regione Toscana. Se interessa, ci deve mettere i soldi. Per mandare avanti questo segmento della forestazione, possiamo seguire due vie. O che la delega resti all’Unione dei comuni ma con efficienza anche nei pagamenti, o che il settore venga regionalizzato. A noi sta bene restare con l’Unione, ma bisogna mettere dei paletti precisi».

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