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Flash con i fari abbaglianti: multato
«Segnalava la presenza dell’autovelox». La difesa: «No, mi facevo vedere da un’auto che stava per immettersi»
GROSSETO. Multa e un punto in meno sulla patente per un pensionato orbetellano, colpevole di aver sfanalato ad altri automobilisti avvertendoli della presenza di una pattuglia della polizia provinciale. E’ successo qualche settimana fa, sull’Aurelia, vicino a Capalbio.
L’uomo ha pagato la sanzione (40 euro) pur ritenendo di essere vittima di un equivoco, ma adesso ci tiene a raccontare cosa è accaduto, visto anche la rarità della contestazione. Ma andiamo per ordine. Come avviene di consueto sull’Aurelia, la Provinciale era impegnata in una serie di controlli. Siamo in un tratto molto trafficato, nel territorio comunale di Capalbio, dove gli agenti alternano l’attività con l’autovelox a pattugliamenti finalizzati a scoprire altri illeciti e reati. Quel giorno la pattuglia era posizionata a bordo strada con l’obiettivo di intimare l’alt ad alcune tipologie di veicoli sospettati di essere utilizzati per il trasporto di rifiuti. Il conducente della vettura sanzionata – si legge nel verbale di contravvenzione – «contrariamente a quanto prescritto dal comma 4 dell'articolo 153 del Codice della strada, faceva uso improprio dei dispositivi di segnalazione luminosa, utilizzando per un lungo tratto le luci di profondità (abbaglianti), in modo intermittente, per avvertire i conducenti dei veicoli che sopraggiungevano in senso contrario della presenza di una pattuglia della polizia provinciale, in quel momento impegnata in un'operazione di controllo». La contestazione, però, non è avvenuta immediatamente.
«Giuro – si difende il pensionato - che quella mattina non ho fatto caso a pattuglie appostate lungo l’Aurelia e ricordo di avere, sì, sfanalato ma non a chi procedeva in senso opposto per segnalare la presenza della polizia o uno strumento misuratore di velocità. Ho sfanalato perché a un incrocio a raso stava per immettersi in strada un’auto e volevo semplicemente farmi vedere. Non mi sento assolutamente un furbetto e sono rimasto allibito nel momento in cui mi è stata notificata l’infrazione, peraltro per via postale, senza alcun riscontro fotografico, quando volendo, chi sostiene di avermi visto commettere questa infrazione ed è riuscito anche a prendere al volo il numero di targa, poteva eventualmente fermarmi…».
L’articolo 153 del Codice della Strada punisce quanti facciano un uso improprio dei dispositivi luminosi. La norma vieta di utilizzare i proiettori di profondità in caso di incrocio con altri mezzi, oppure quando si segue un altro veicolo – salvo che l’uso degli abbaglianti avvenga brevemente e in modo intermittente per segnalare al mezzo che precede l’intenzione di sorpassare – oppure in qualsiasi altra circostanza di pericolo. «Ma cosa si intende per uso improprio? – si domanda l’anziano multato – e soprattutto come hanno potuto, gli agenti, valutare e interpretare il mio presunto lampeggio di segnalazione? Resto convinto che andando davanti a un giudice avrei ottenuto l’annullamento, ma per 40 euro non vale la pena. Ci tenevo tuttavia a far sapere cosa mi è accaduto. E non sono l’unico...».
Il direttore generale della Provincia di Grosseto, Emilio Ubaldino (dirigente della polizia provinciale), spiega l’operato degli agenti: «Le postazioni di polizia servono per la prevenzione e repressione di tanti reati che ogni giorno si consumano sulle nostre strade, pensate alla guida in stato di ubriachezza, auto rubate o usate per rapine. Insomma, il cittadino non deve segnalare i posti di blocco, perché potrebbe aiutare un delinquente a farla franca. Il fatto che vengano compiute poche contestazioni di questo tipo non significa che l’automobilista sanzionato abbia ragione».
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