Appalti, il sistema va rivisto «Diciamo no ai sorteggi»
L’Ance ha incontrato gli assessori Monaci e Borghi: «Imprese locali penalizzate» Ma servirà un passaggio con il dirigente delle gare prima di eventuali decisioni
GROSSETO. Prosegue la battaglia dell’associazione nazionale costruttori edili contro l’attuale metodo di assegnazione degli appalti. Oggi, tutto è regolato tramite il Sistema telematico acquisti regionale della Toscana, una strada adottata da molti enti pubblici della Maremma.
Su tutti, il capoluogo. Un modus operandi che proprio non va giù a chi ha a cuore l’edilizia nostrana. Così come non piace ai sindacati, intenti a difendere lavoratori che rischiano di perdere importanti possibilità di occupazione. Il sistema Start prevede, infatti, l’estrazione casuale d’imprese che manifestano interesse per una determinata gara d’appalto. E la dea bendata sfavorisce le ditte locali, che magari vorrebbero avere un iter privilegiato o comunque essere scelte oppure scartate in base all’offerta messa in piedi e non per pura sorte.
Ecco perché una delegazione dell’Ance, guidata dal presidente Andrea Brizzi e dai segretari sindacali in rappresentanza dei lavoratori delle costruzioni, ha incontrato gli assessori Giuseppe Monaci (lavori pubblici) e Paolo Borghi (bilancio). Un modo per far sentire, ancora una volta, i disagi di un’intera categoria. Un mondo che nel settennato di crisi ha perso la metà dei fatturati.
All’attenzione degli esponenti di giunta, l’Ance ha portato temi concreti, proposte, dicono gli esponenti dell’associazione. Idee per cercare di arginare l’emorragia che ha investito il comparto e dare dunque respiro a un’edilizia che può ancora essere valore aggiunto in termini di occupazione.
«Durante l’incontro – scrivono dall’Ance a conclusione – abbiamo puntualizzato che nel rispetto di non discriminazione, parità di trattamento, trasparenza e rotazione, il principio della proporzionalità dell’applicazione di una norma dovrebbe imporre alla stessa amministrazione di ricercare forme di selezione dei partecipanti alle gare meno aleatorie e penalizzanti, assicurando il minore sacrificio possibile alle imprese». Ma per il momento non ci sono prese di posizione definitive. Il sistema dei sorteggi, però, non è obbligatorio per legge e può, quindi, essere rivisto (tecnici permettendo) per volontà politica. «L’assessore ai lavori pubblici – spiegano ancora dall’Ance - ha espresso interesse a esaminare la tematica posta, pur evidenziando alcune necessità di approfondimento di carattere tecnico».
Tutto rimandato, dunque, a un ulteriore incontro cui, questa volta, sarà presente il dirigente responsabile dei procedimenti di gara.
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