Meteo
Si chiude una campagna in sordina
Pochi big in Maremma a sostenere i candidati locali, restano le scintille nel Pd e la frammentazione a destra
GROSSETO. Mani in tasca, tra le labbra una sigaretta accesa di fresco. Chiacchiere, sorrisi. La tensione c’è, ma non si vede. E soprattutto non si ostenta. Si chiude la campagna elettorale per le Regionali: tana libero tutti.
Ogni candidato, chi più, chi meno, ha battuto il territorio in lungo e largo. Stretto mani, regalato sorrisi, seminato promesse. Ora, finito il rito, la parola torna ai cittadini.
Seppure dentro una corsa alla camomilla, alcune frizioni tra i politici in campo ci sono state. Un taglio che ha regalato battibecchi e rinvigorito antipatie anche là dove un tempo (remoto) avrebbe sfondato il gioco di squadra. Il sistema toscano, farcito di preferenze, s’è fatto sentire. Eccome.
Nel Pd maremmano è stata lotta vera. Basta pensare alle scintille che hanno portato alla formazione del listino. Valentina Culicchi, Leonardo Marras, Barbara Pinzuti e Francesco Rustici: alla fine, tutto combacia con un ordine alfabetico dall’apparenza ecumenica. Palesi, invece, il rammarico del capolista che tutti si aspettavano (Marras), e i malumori successivi. Culminati con le legnate via Facebook inflitte da un indispettito Luigi Bellumori (pro Marras) a Valentina Culicchi, rea di non aver avvisato il sindaco di Capalbio prima di una sua visita elettorale in paese. Bellumori che diserta (“era impegnato altrove” garantiscono compagni di partito a lui vicini) la chiusura giovedì sera alla sala Eden. A coronare una campagna elettorale fatta di alleanze variabili e poco gioco di squadra.
Pochi, eccezion fatta per il ministro Maria Elena Boschi e l’europarlamentare David Sassoli, i big sbarcati in Maremma a sostenere i candidati locali. Ma sono dettagli, limature. Quel che conta, tra i democratici, è che ognuno ha dato il massimo. Compresi Barbara Pinzuti e il giovane Francesco Rustici, riferimento a sorpresa della sinistra interna al partito che ha cercato di sparigliare le carte con una campagna “alternativa”: zero spese e tour in Vespa.
Cura dell’agroalimentare, sì all’autostrada Tirrenica e avanti tutta nel riordino delle Asl: questi i temi di Enrico Rossi. A portare acqua alla corsa del governatore ci penseranno pure gli esponenti de Il popolo toscano, la formazione a trazione socialista (e Udc) che in Maremma è capitanata da Francesco Giorgi: «Siamo sempre stati considerati un’area periferica della Regione. Non vogliamo assistere passivamente a un ulteriore isolamento e declino». Ecco perché secondo Giorgi è importante andare a votare. In lizza ci sono pure Laura Lorenzini, Giuseppe Monaci e Serena Tucci. Il risultato atteso nel Grossetano, terra con grossa tradizione socialista, è di quelli che pesano.
Competizione vera anche in casa centrodestra. Qui il tema è chiaro: tra Mario Lolini (candidato consigliere con la Lega Nord) e Gianni Lamioni (aspirante governatore con la civica Passione per la Toscana) c’è in ballo una poltrona per due. L’obiettivo evidente sono le Comunali 2016. L’outsider è Fabrizio Rossi (candidato consigliere per Fratelli d’Italia). Tutti a pescare nello stesso bacino di voti. Da ricordare che Lega e Fratelli d’Italia corrono assieme, unico candidato a governatore Claudio Borghi. Lolini fa suoi i temi cardine di un Carroccio a trazione Salvini, tanto che l’affollata passeggiata del leader lumbard a Grosseto è bastata (o quasi) a riempire l’intera campagna elettorale leghista in Maremma, almeno quella più evidente. D’altra parte qui bastano i concetti chiari della Lega a livello nazionale: “Stop immigrazione, più sicurezza”. Ricetta di sicura presa anche a Grosseto, dove Lolini, professionista del settore, ha focalizzato l’attenzione sui problemi dell’agricoltura.
Lamioni, partito in sordina dopo il caos di Forza Italia e le lacerazioni nell’Udc, ha tirato la volata da politico convinto. «La Toscana vive in un regime democratico comunista», dice. Non risparmia sassate a Enrico Rossi (con il quale ha, pure in passato, polemizzato riguardo le strategie di promozione turistica da adottare) e chiama a raccolta commercianti, artigiani e mondo moderato. Giovedì sera ha svelato i simboli della sua civica: si presenterà alle Comunali maremmane del 2016.
Completa la terna in quelle che hanno il sapore di primarie per il centrodestra futuro, Fabrizio Rossi. Giovane, cattolico e intraprendente, il numero uno di Fratelli d’Italia è vicinissimo a Giorgia Meloni, salita pochi giorni fa a Grosseto. Oltre ai già citati, gli altri candidati sono Selene Corridori, Roberto Azzi e Daniela Grotti (Lega nord); Iacopo Tonelli, Francesca Travison, David La Mantia e Neda Buzzelli (Passione per la Toscana); Guendalina Amati, Umberto Amato e Modestina Iannucci (Fratelli d’Italia).
Chiude il cerchio del centrodestra la pattuglia di Forza Italia (arrivato in Maremma anche Altero Matteoli) composta da Marco Biagioni, Silvia Ferrini, Sandro Marrini e Cristina Gimignani. Quest’ultima, ex missina, giornalista, di recente ha siglato un “patto con gli italiani” simile a quello berlusconiano datato 2001. Da segnalare il suo affondo: «Enrico Rossi si fa le foto con i rom e lascia soli i sindaci».
Viaggia in tandem con Forza Italia _ azzardo che costringe la coalizione a cercare di superare la soglia del 10 per cento per entrare in consiglio _ anche la Lega Toscana, più Toscana (candidati Genny Barghini, Pasquale Romolo Ricci, Roberta Saccani, Alessandro Peri). Capofila del tandem è Stefano Mugnai.
Gioco di squadra per il Movimento 5 Stelle, che – candidato presidente Giacomo Giannarelli – in Maremma hanno portato il numero record di parlamentari impegnandoli anche in attività originali come la pulizia collettiva della spiaggia a Cala Violina o il servizio a tavola in pizzeria. Tutto per mettere le ali ai giovani candidati locali (Marco Mazzei, Silvia Perfetti, Ugo Rossi e Ada Calabrò) e alle loro battaglie: no inceneritore, no geotermia, no autostrada.
Più o meno i temi di Sì Toscana a sinistra. Netto il pensiero dei candidati locali per Tommaso Fattori (Marco Sabatini, Laura Lambardi, Enrico Calossi e Paola Baldelli): cura del dissesto idrogeologico, no alla Tirrenica e attenzione all’ambiente. «Siamo l’unica forza di sinistra” vanno ripetendo.
Sarà presente sulle schede anche Democrazia diretta di Gabriele Chiurli. Candidati in Maremma Marco Mori e Alice Paioletti.
Questo il quadro, domani si va alle urne. Il possibile voto disgiunto potrebbe dar vita a sorprese. Tanti, infatti, i maremmani che hanno presenziato a più di un ritrovo politico. Essere camaleonti, in tempi di elezioni e non solo, non è poi così difficile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
