Il presidio
Minaccia di gettare il neonato nel fiume
Abbandona il marito e fugge di casa col bimbo di un mese: ritrovata dalla polizia a Roma vicino al Tevere
GROSSETO. A 24 anni è fuggita di casa con il figlio appena nato, minacciando di gettarlo nel fiume. Alla fine è stata rintracciata a Roma, non lontano dall’argine del Tevere.
E’ successo alcune sere fa quando un uomo di 35 anni, straniero e che parlava in italiano stentato, si è presentato in Questura per raccontare la sua storia e chiedere aiuto ai poliziotti. Appena tornato dal lavoro aveva trovato la casa vuota. La moglie – di appena 24 anni - aveva fatto le valigie e se n’era andata dall’appartamento, portando con sé il loro neonato da appena un mese di vita e tutti i documenti.
Lui si è rivolto subito alla Questura, facendo la sua segnalazione e spiegando le intenzioni della consorte che – nel frattempo chiamata più volte sul cellulare – al marito aveva risposto di non cercarla più e di non andare alla Polizia, altrimenti avrebbe gettato il loro bimbo nel fiume. L’uomo ha ritenuto credibile e plausibile la minaccia del gesto insano, anche alla luce del fatto che lei aveva sofferto di depressione. A quel punto è scattato l’intervento degli agenti. Una poliziotta ha messo tranquillo l’uomo dettandogli suggerimenti preziosi sulla condotta da tenere in questi casi. Altri agenti sono riusciti a intercettare un’amica della giovane mamma, la quale ha spiegato loro che la giovane se n’era andata di casa perché maltrattata dal marito e ha fornito indicazioni sul luogo in cui potesse trovarsi: ovvero a Roma, presso altri amici accampati nelle baracche lungo il Tevere, vicino all’argine. Un luogo, dunque, compatibile con le minacciose intenzioni della ragazza.
Attraverso un lavoro capillare e una fitta trama di passaggi telefonici alquanto delicati tra i protagonisti della vicenda, grazie alla collaborazione stretta tra la Questura di Grosseto e di Roma la ventiquattrenne è stata rintracciata nella Capitale mentre era al telefono. Aveva il figlioletto in braccio e stava passeggiando lungo il fiume. Con quali reali intenzioni non è dato sapersi. A quel punto è stata accompagnata con il neonato in una struttura protetta. Mamma e figlio stanno bene ma le indagini per chiarire gli aspetti della storia, le reali volontà della giovane straniera e quale sia stato il “movente” sono in corso.
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