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Assemblea e corteo Provincia mobilitata
I dipendenti tornano a protestare contro la riforma statale Cgil, Cisl e Uil: «Serve un progetto che cambi costruendo»
GROSSETO. Riforma delle Province, è ancora bufera. A tirar sassate al governo ci pensano le parti social. Cgil, Cisl, Uil e Rsu di palazzo Aldobrandeschi insistono sulla necessità di assicurare un futuro degno di nota ai dipendenti degli enti finiti nel mirino della riorganizzazione statale. Sì, perché molto resta ancora da definire e dietro l’angolo c’è lo spettro di un nuovo corso sfavorevole ai lavoratori e, di riflesso, alla popolazione.
È su questi presupposti che si baserà la protesta in calendario per domani, giornata aperta alla partecipazione dei candidati maremmani al consiglio regionale. Tutto avrà inizio alle 8,30, con l’assemblea dei lavoratori della Provincia nella sala Pegaso che dà su piazza Dante. Da lì, alle 10,30, si snoderà un corteo su corso Carducci sino a raggiungere piazza Rosselli. Un’ora più tardi, una delegazione consegnerà un documento unitario nelle mani del prefetto, Anna Maria Manzone. L’obiettivo? Far comprendere alla politica che «si può cambiare, si può riformare – come spiegano le forze sociali - ma con un progetto di ampia visione che costruisca e migliori ciò che abbiamo. Non con qualcosa che demolisce e distrugge ciò che esiste e che, se anche perfettibile, s'è occupato fino a oggi di edilizia scolastica per i nostri figli; istruzione; sociale; lavoro e centri d’impiego; formazione professionale; strade dove ogni giorno ciascuno di noi si muove».
A parere dei sindacati, dunque, c’è da rispolverare la coscienza collettiva. Quella che può far saltare agli occhi di tutti criticità e danni ai servizi erogati dalle Province. «Tutte cose messe in discussione dai tagli della legge di stabilità». Particolari che non possono esser presi sottogamba, specie, come più volte evidenziato da molti degli addetti ai lavori, in una provincia estesa ed eterogenea come quella maremmana. Il caos che regna tra gli impiegati della Provincia di Grosseto fa rima con quello di tutti gli altri colleghi delle altre realtà italiane. Ma c’è una piccola differenza: qui, all’incertezza statale non s’è sommata pure quella della Regione. Firenze, infatti, ha approvato una legge per il riordino delle funzioni. Ora deve muoversi anche lo Stato. Ed è per non proseguire in una strada che pare destinata a incoraggiare una «progressiva cancellazione dei servizi offerti ai cittadini e la compromissione dei livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori» che il mondo sociale scende in piazza.
Maurizio Bernardini
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