Il Tirreno

Grosseto

I vandali fanno “nevicare” tra le auto

di Francesca Gori
I vandali fanno “nevicare” tra le auto

Svuotati tre estintori sulle vetture in sosta al campo Amiata. Fusini: «Ci sono le telecamere»

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GROSSETO. Con la loro auto erano entrati, come ogni sera, nel parcheggio di campo Amiata. E come ogni sera l’avevano lasciata in sosta lì dove hanno l’abbonamento. Ma ieri pomeriggio, quando erano pronti per uscire e sono andati a riprenderla, hanno trovato una brutta sorpresa: la loro auto, come le altre parcheggiate accanto, erano completamente ricoperte di una polvere bianca. Nel parcheggio Amiata sembrava fosse nevicato. Ma quello che è successo probabilmente durante la notte è stata opera dei vandali. Qualcuno, una volta dentro la struttura, ha imbracciato tre estintori e li ha scaricati sulle auto in sosta. Poi li ha rimessi al loro posto.

Ad accorgersi di quello che era successo è stata una coppia di Grosseto che ha un abbonamento annuale e che lascia sempre l’auto lì. «Quando le porte dell’ascensore si sono aperte - raccontano - abbiamo visto tutta questa polvere bianca per terra e sulle auto. Abbiamo fatto un giro lì intorno a dove era parcheggiata la nostra e abbiamo visto che gli estintori erano al loro posto, ma che la leva di sicurezza era stata tolta. E soprattutto, che erano vuoti». L’episodio è stato subito segnalato a Sistema, la società che gestisce il parcheggio. «Spero che i proprietari delle auto prese di mira dai vandali - dice il presidente Gabriele Fusini - vadano a fare denuncia ai carabinieri o alla polizia. Nel parcheggio ci sono le telecamere e probabilmente dalle immagini possiamo risalire agli autori di questa bravata». Una bravata che se tutto va bene costerà il prezzo di un lavaggio auto con la speranza di non dover portare la vettura dal carrozziere.

Eppure, entrare nel parcheggio Amiata, non è semplicissimo. O meglio, a piedi non si può, bisogna necessariamente entrare con l’auto. E quindi, chi ha scaricato gli estintori era un cliente del parcheggio. «Da più di un anno per evitare che i tossicodipendenti utilizzassero il parcheggio di notte - spiega Fusini - costringendoci il giorno dopo a trovare siringhe per terra e per evitare anche le scorribande dei ragazzini, abbiamo adottato un sistema d’ingresso che prevede che soltanto chi ha un’auto in sosta possa accedere alla struttura, digitando il numero di targa. Segno che chi è entrato nel parcheggio aveva la sua auto lì».

 

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