Il Tirreno

Grosseto

il lutto

Addio Sedano, storico Cardellino

Fiora Bonelli
Silvano Arezzini con Keith Richards
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Silvano Arezzini con Keith Richards

Silvano Arezzini si è spento a 79 anni. Voce storica del coro, cantò con Keith Richards. Oggi i funerali

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CASTEL DEL PIANO. Grave lutto a Castel del Piano, ma anche per tutto il mondo di appassionati del canto folkloristico di grande spessore. È morto all’ospedale di Grosseto, dopo una dolorosa malattia, Silvano Arezzini, la voce per eccellenza del gruppo dei Cardellini del Fontanino. Silvano, 79 anni (era nato il 17 dicembre 1936), casteldelpianese doc, era conosciuto da tutti col soprannome di Sedano perché come quasi tutte le famiglie di Castel del Piano si portava dietro il nomignolo del padre e forse del nonno.

Più che dal soprannome, però, tutti lo conoscevano per la sua voce inconfondibile che interpretava con passione e originalità le antichissime canzoni di questo gruppo fra i più famosi d’Italia per la specificità del tipo di accompagnamento, tutto eseguito senza alcun strumento, ma solo col suono della voce, il cosiddetto “bei”.

Arezzini, che sarà poi interprete insuperato di “La montagnola”, era entrato nei Cardellini nel 1973 e per oltre quarant’anni era stato una delle colonne portanti del gruppo, mentre alcuni Cardellini “storici” ormai anziani, lasciavano il posto alle nuove leve.

«Un vero amico dal carattere scherzoso e ottimista e dalla battuta pronta, e un grandissimo professionista»: così lo ricordano gli altri membri del gruppo che adesso non sanno darsi pace per la scomparsa di un Cardellino che aveva attraversato i momenti più entusiasmanti della crescita del sodalizio e dei moltissimi successi a livello internazionale.

Silvano amava raccontarla, la sua e la storia dei compagni, e gli piaceva rammentare che la scoperta ufficiale dei Cardellini avvenne nel 1954 e la fecero due studiosi di etnomusicologia, Alan Lomax e Diego Carpitella che fissarono su nastro, per la prima volta, questo mistero vocale del “bei” che forse vuol dire “bevi, bevi”, una tecnica nata a metà ottocento, forse, e che testimonia che i canti dei Cardellini nascono nelle osterie, davanti al vino locale. E non si scordava di dire che anche Luciano Bianciardi, quando nel 1955 visitò l’Amiata, incontrando i Cardellini all’osteria si accorse subito di avere di fronte «un caso musicale», perché i Cardellini erano un’orchestra eccezionale.

Dagli anni Cinquanta si esibirono in radio e tv nazionali e andarono in giro per il mondo. Una notorietà strepitosa, se un regista come Wang Xiaoshuai ha voluto che la colonna sonora del suo “Tuscany dreams”, un viaggio attraverso la Toscana, fosse simboleggiata proprio dalla voce inconfondibile dei Cardellini del Fontanino. E anche David Rockfeller, che li ha incontrati di recente al castello di Argiano, cuore del brunello di Montalcino, ha promesso mesi fa che organizzerà per loro, in America, un grande concerto.

Ma la memoria più bella di Silvano era la favola di Keith Richards che proprio con lui e gli altri del gruppo cantò, nel 1995 alla tenuta di Argiano, di Giuseppe Maria Sesti, grande ammiratore dei Cardellini. Keith, autore e chitarrista dei Rolling Stones ebbe a dire: «I Cardellini, il miglior folk italiano. Ho cantato con loro, ho cantato per loro». Silvano mostrando la foto che lo ritraeva con Richard ogni volta si commuoveva, perché quelle canzoni cantate con una vera leggenda non furono registrate e esistevano solo nella sua memoria che ogni volta ricreava quel fatidico momento.

Il funerale sarà celebrato oggi alle 14,30, nella chiesa della propositura di Castel del Piano e i Cardellini canteranno per lui “Signore delle cime”, come omaggio a un caro amico, alla moglie Maria Luisa, ai figli Alessandro e Manuela e ai tre amatissimi nipoti.

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