Il presidio
«Senza informazioni sui costi non si può valutare il servizio»
GROSSETO. Il malumore – per usare un eufemismo – nei confronti della gara che l’anno scorso ha affidato la gestione dei rifiuti a Sei Toscana e, in generale, il malcontento verso l’Ato rifiuti e il...
GROSSETO. Il malumore – per usare un eufemismo – nei confronti della gara che l’anno scorso ha affidato la gestione dei rifiuti a Sei Toscana e, in generale, il malcontento verso l’Ato rifiuti e il suo operato travalicano i confini del Movimento 5 stelle.
E mentre i pentastellati hanno portato la causa oltreconfine, presentando al Parlamento europeo un’interrogazione elaborata dall’avvocato e attivista del Movimento Claudio Fiori (l’interrogazione verte principalmente sul tema della concorrenza che, secondo il Movimento, è stata schiacciata con la gara), in provincia di Grosseto i comuni della zona sud hanno ormai consolidato un fronte compatto di protesta contro l’Ato.
La rabbia di sindaci e amministratori locali di Sorano, Scansano, Manciano, Capalbio, Orbetello, Isola del Giglio e Pitigliano è scoppiata a marzo, dopo che l’ex assessore all’ambiente di Grosseto Giancarlo Tei ha ammesso che, per ragioni logistiche, il Comune capoluogo mischia insieme la raccolta differenziata proveniente dal cassonetto stradale e quella proveniente dal mastello del porta a porta, abbassando così la qualità generale delle materie prime recuperate col porta a porta, e quindi i ricavi della loro vendita.
È stata la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo. I sindaci dei comuni della zona sud della provincia di Grosseto lamentano un peggioramento del servizio, l’aumento del suo costo e contestano la sproporzione del peso decisionale all’interno dell’assemblea. Un sistema, in poche parole, che per loro non funziona. Alcuni si sono addirittura rivolti a una società di consulenza per capire i documenti presentati dall’Ato. Sempreché riescano a ottenerli.
In previsione dell’ultima assemblea di ambito, l’8 maggio, i sette sindaci dei comuni maremmani, con in testa Sorano, alcuni tra i più importanti documenti da discutere non li hanno proprio trovati. «Non si è in possesso dei principali elementi di valutazione delle proposte trasmesse, sia sotto il profilo tecnico che economico», hanno scritto all’Ato. E hanno chiesto un rinvio dell’assemblea, poiché senza un’idea sui costi di bilancio e i dati di consuntivo, dicono, è impossibile valutare le proposte relative alla gestione del servizio.
I sindaci contestano anche i tassi applicati alle rateizzazioni sui conguagli, chiedono di rivedere gli impianti in dotazione e, ultimo ma non meno importante, tornano sul nodo della differenziata, chiedendo «come si possa riuscire a puntare sul riciclo e potenziamento della raccolta differenziata a fronte di una convenzione con Futura spa» che gestisce l’impianto delle Strillaie. (f.f.)
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