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Ordine pubblico, rebus sulla gara-scudetto di hockey
FOLLONICA. Sembra una partita a scacchi. Da una parte il giudice sportivo che squalifica il Palabarsacchi di Viareggio costringendo la Lega Hockey a chiedere ospitalità alla pista Armeni di...
FOLLONICA. Sembra una partita a scacchi. Da una parte il giudice sportivo che squalifica il Palabarsacchi di Viareggio costringendo la Lega Hockey a chiedere ospitalità alla pista Armeni di Follonica per la disputa di gara 4 di finale scudetto; dall’altra le autorità di pubblica sicurezza che, anche alla luce dei precedenti divieti e di quanto successo in gara 1, stanno valutando eventuali provvedimenti restrittivi relativi alla presenza dei tifosi, pare con l’interessamento anche del Viminale. E poi c’è la Rai con i suoi rigidi palinsesti che impongono in extremis spostamenti al calendario già fissato mesi fa.
In tutto questo universo che gira attorno al mondo hockeystico gara 4 della finale scudetto prevista a Follonica sabato sera rimane ancora avvolta nella nebbia, con le tifoserie, le dirigenze e le squadre che attendono di sapere che tipo di palcoscenico si troveranno davanti. «Anche noi non sappiamo nulla di più – conferma il presidente del Follonica Hockey Massimo Pagnini – sappiamo che ci sono delle problematiche emerse in queste ore ma la discussione è spostata a livelli che non competono la nostra società. Per quanto ci riguarda abbiamo fatto e stiamo facendo di tutto, grazie anche all’interessamento dell’amministrazione comunale, per permettere che la pista Armeni possa ospitare gara 4 di finale con entrambe le tifoserie presenti, cosa che è successa già in Coppa Italia senza che si verificasse alcun problema. Di certo una eventuale gara a porte chiuse avrebbe poco senso giocarla a Follonica, ma più in generale porterebbe con sé un impatto mediatico devastante: basti immaginare che spettacolo sarebbe una gara di finale in un palazzetto vuoto e muto».
Un problema anche questo non di poco conto non solo per Forte dei Marmi, Viareggio e Follonica, tutte interessate in maniera diretta alla questione, ma soprattutto per il movimento hockeystico nazionale. Servirà probabilmente attendere almeno la giornata di oggi per capire qualcosa in più. E non è detto che si trovi una soluzione.
Michele Nannini
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