Il presidio
Operato il ciclista caduto al Giro, che annuncia querela contro il fotografo
Daniele Colli racconta la sua esperienza: "Ho visto il braccio spezzato in due: serve più coscienza e rispetto verso noi corridori"
GROSSETO. «Mi tenevo il braccio in mano, era tutto girato dall’altra parte. Lo guardavo ed era terribile», racconta nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Grosseto Daniele Colli, ciclista di 33 anni nativo di Rho e abitante e Parabiago, provincia di Milano. Operato venerdì 15 maggio a Grosseto, all'ospedale Misericordia, per una frattura scomposta all’omero sinistro provocata da un ostacolo imprevisto, ricorda l’istante spaventoso in cui all’arrivo del Giro è stato sbalzato al suolo. Dolore e paura ma anche rabbia per i gesti incoscienti che possono rovinare la vita delle persone. «Vorrei delle scuse», racconta dopo aver twittato una sua foto col dito alzato.
Colli racconta di aver provato un brutto ricordo. "A 300 metri dall’arrivo stavo partendo sulla sinistra per lo sprint e mi sono trovato davanti questo teleobbiettivo gigante che mi ha colpito sul braccio e me l’ha spezzato in due. Sono ruzzolato in avanti, ho guardato il braccio ed era tutto girato dall’altra parte. Mi sono detto: cavolo, mi si è spezzato...».
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Colli chiarisce che il gesto su twitter (il dito medio alzato) non è stato fatto nei confronti di chi ha provocato la caduta.
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"Era come per dire: basta sfiga. Poi è stata collegata a lui, ma in realtà io non ho niente contro questa persona e non era rivolta a lui», puntualizza il ciclista. In ogni modo si aspetta delle scuse perché - tiene a ribadire - "alla fine sono caduto io e anche altri corridori per una sua distrazione. Un errore ci può stare però non va bene neanche così. Anche perché io che non sono un campione ho subito un infortunio, ma Contador ha rischiato di perdere il Giro d’Italia e non è giusto. Personalmente, se fosse capitato a me, per come sono fatto io non ci avrei dormito la notte. Io poi non conosco questa persona, quindi ognuno reagisce a modo suo».
Per ultimo, Colli tiene a esprimere un messaggio importante sulla necessità di fare attenzione. "Nel ciclismo non ci sono rivalità. Mai una rissa. Non succedono certe cose come nel calcio. Per questo voglio che rimanga tale: che sia rispettato, che ci sia rispetto tra i tifosi e siano rispettati anche i corridori".
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In queste ore, in Maremma, oltre a Colli a essere al centro dell’attenzione è stato anche lo spettatore da cui è iniziato tutto. A quanto pare il fotografo - anche lui coetaneo di Colli – avrebbe confidato agli amici di non avere alcuna intenzione, al momento, di fare dichiarazioni ufficiali e ha anche confessato la sua amarezza per quanto è successo. Il giovane, che si è visto crollare il mondo addosso, avrebbe insistito nel sottolineare come gli sia dispiaciuto immensamente quello che è accaduto, certamente non voluto e frutto della casualità. Un incidente fortuito insomma, come già sono avvenuti in passato.
Daniele Colli, con il suo team Nippo-Vini Fantini, ha già annunciato di querelare il trentatreenne. Un’intenzione, quella di sporgere querela, che era stata annunciata anche dagli stessi organizzatori del Giro ma che tecnicamente non potranno fare. La scelta, in questo caso, ricadrà sulla costituzione di parte civile.
È stata la polstrada che segue il giro ad acquisire i filmati della brutta caduta a trecento metri dall’arrivo a Castiglione e ad identificare il fotografo che avrebbe fatto cadere Colli e con lui gli altri ciclisti. Ora tutte le carte e le immagini passeranno nelle mani dell’avvocato del ciclista che sporgerà querela per lesioni personali.
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