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Grosseto

nuova protesta per il malfunzionamento

Fognature di via Clodia «Disposta a incatenarmi»

Fognature di via Clodia «Disposta a incatenarmi»

GROSSETO. «Di questo passo finirò per incatenarmi da qualche parte finché non viene risolta la questione». Così un’anziana, residente in un appartamento di un palazzo dell’Edilizia provinciale...

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GROSSETO. «Di questo passo finirò per incatenarmi da qualche parte finché non viene risolta la questione». Così un’anziana, residente in un appartamento di un palazzo dell’Edilizia provinciale grossetana in via Clodia, sfoga la sua rabbia per una vita divenuta un inferno.

Dal 2009, infatti, lei e altri inquilini dell’edificio popolare vivono una situazione che va oltre i limiti dell’assurdo. E ieri è fioccata la seconda denuncia in Questura - un’integrazione - nel giro di un mese e mezzo. Tutto ruota attorno alla mancata messa in efficienza dell’impianto fognario dello stabile. Lì, infatti, da ben sei anni si ripetono disastri legati al reflusso delle acque nere che sversano dalle fogne condominiali intasate fino ai servizi igienici, docce e lavandini degli appartamenti. Il risultato? Liquami ovunque, odore nauseabondo e ingenti danni a cibo, tappezzeria e mobilio.

Tutto rende impossibile utilizzare gli appartamenti a pieno. La cucina non può più essere usata per cucinare, né per mantenere alimenti. Grossi problemi pure per il bagno, tanto che c’è chi è costretto a fare i propri bisogni nei modi più improponibili, tra sacchetti che finiscono nella spazzatura e conseguenti forti difficoltà per mantenere l’igiene. Grandi, ovvio, anche le peripezie per ripulire a dovere l’immobile dopo il rigurgito delle fogne: l’ultimo arrivato pochi giorni fa, alle prime ore del mattino.

Ecco perché due famiglie di residenti, sostenute dall’avvocato Tania Amarugi, hanno deciso di andare per vie legali e, se necessario, trascinare chiunque sia il responsabile per tribunali. «Tanto che chiederemo il rimborso dei danni subìti. Perché non ce la facciamo più, siamo esausti», dice una delle donne coinvolte. Nonostante questo, dopo l’iniziale classico scaricabarile di competenze, il sopralluogo dell’Epg e qualche promessa, nulla s’è più mosso. «Nessuno – prosegue la signora – s’è fatto sentire, né tantomeno vedere». Ma quel che occorre, ormai, dopo sei anni di disastri, sono i fatti. I lavori. Non le chiacchiere. Quelle opere indispensabili per consentire a chi alloggia negli appartamenti di edilizia popolare d’avere una vita dignitosa e serena al pari di tutti gli altri grossetani devono arrivare quanto prima. «Anche perché temiamo per la nostra salute. Quegli odori orribili – conclude disperata la donna – secondo noi sono anche pericolosi. Tanto che mi sono sentita male diverse volte. Ora basta. Cosa aspettano, che faccia una sciocchezza?».

Maurizio Bernardini

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