Il Tirreno

Grosseto

Offese razziste al supermarket, coppia rinviata a giudizio

di Francesca Gori
Offese razziste al supermarket, coppia rinviata a giudizio

Un uomo e una donna denunciati dall’addetto all’accoglienza clienti senegalese Per il giudice Montesarchio c’è l’aggravante dell’odio etnico e la discriminazione

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GROSSETO. «Negro di m.» non si può dire. E lo sanno anche i sassi, anche se spesso e volentieri, sui social e anche nella vita reale frasi come queste si sentono. Soprattutto in certi periodi.

Qualche volta chi pronuncia queste frasi riesce a farla franca. Qualche altra, invece, può succedere che chi riceve questo tipo di offese non abbia assolutamente voglia di lasciar correre.

È quello che è successo due anni e mezzo fa al supermercato Lidl dove una coppia di Grosseto, che era entrata nel supermercato, non aveva gradito l’intervento dell’addetto al servizio di accoglienza del market. Lui è un senegalese di 31 anni che vive a San Vincenzo e che ogni giorno fa avanti e indietro per lavorare. È di colore, sì. E quando ha visto la coppia che si aggirava tra gli scaffali senza però comprare nulla, si è insospettito. Ha pensato, probabilmente, che volessero rubare qualcosa e ha detto loro di uscire dal negozio. C’è stato un po’ di parapiglia, in quell’occasione ed Emiliano Peccianti, grossetano di 40 anni e Manuela Prili, romana di 41 anni, si sono rivolti al senegalese chiamandolo appunto «negro di m...». E minacciandolo, poi. «Cosa vuoi da noi, negro di m... - avrebbero detto - Noi non stiamo rubando, lasciaci stare altrimenti ti sparo e ti ammazzo. Hai capito?». E ancora: «Negro di m..., guarda che noi ti spariamo».

E infine: «Dopo ti aspettiamo fuori e ti spariamo, così ti ammazziamo». Un dialogo che all’uomo non è andato giù. E per questo, ha deciso di sporgere denuncia alla polizia. Peccianti e Prili sono stati rinviati a giudizio per ingiuria e minacce. Ma il giudice per l’udienza preliminare Valeria Montesarchio ha deciso di contestare ai due anche l’aggravante di aver commesso il reato per finalità di discriminazione e di odio etnico, nazionale e razziale. Quelle offese, insomma, sarebbero razziste.

L’avvocato che difende la coppia grossetana ha però scelto di andare a dibattimento e il processo si aprirà il 28 ottobre in composizione collegiale. «Ci sono tante cose che non tornano in questa vicenda - spiega l’avvocato Elena Pellegrini - e sarà necessario ascoltare altri testimoni per chiarire bene quello che è successo al supermercato».

Per ora, quello che resta è la contestazione del giudice per l’udienza preliminare che nel decreto di rinvio a giudizio parla, senza troppi dubbi, di razzismo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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