Il presidio
Uniformi dei vigili, il sindaco difende la scelta del fornitore
MASSA MARITTIMA. C’è la commissione per le uniformi estive del personale esterno, data al negozio della moglie del consigliere comunale Pd, è vero. Ma ci sono anche quelle per servizi culturali alla...
MASSA MARITTIMA. C’è la commissione per le uniformi estive del personale esterno, data al negozio della moglie del consigliere comunale Pd, è vero. Ma ci sono anche quelle per servizi culturali alla cooperativa di cui è socio un consigliere comunale di Massa Comune, così come ce ne sono altre legate all’informatica affidate da anni al fratello di un ex consigliere della civica. Insomma, ci sono affidamenti alle ditte sul territorio al di là del colore politico. «Mi sembra che Massa Comune tenda a vedere gli amici e i nemici in maniera diversa, perché quando le commissioni sono affidate a suoi esponenti o ai loro parenti, non grida mai allo scandalo». Il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini risponde alla diffida presentata da leader del movimento civico Gabriele Galeotti riguardo all’acquisto delle nuove uniformi estive per i dipendenti del Comune sulla base di un mancato rispetto delle norme che regolano gli acquisti in economia.
Giuntini ha riguardo ha chiesto una relazione ai suoi uffici, ma intanto chiarisce. «Queste sono acquisizioni che facciamo sempre, come negli altri Comuni. Se seguissimo le procedure che vuole Galeotti, la macchina amministrativa si bloccherebbe. Altro che il bene di Massa Marittima: lo sventolano ma poi si comportano al contrario».
Il punto della questione per Massa Comune è stata la procedura per l’acquisto delle uniformi estive, avvenuto (a suo parere) in modo contrario rispetto alle normative; ma all’interno della diffida, Galeotti non ha fatto mancare la sottolineatura sul fatto che la commissione è stata data in carico a un negozio di cui è socia la moglie di un consigliere Pd (lo stesso negozio che fornisce le uniformi dal 2011). «Le stesse procedure per affidamento diretto vengono fatte anche per i servizi culturali (tipo le Porte del Parco) alla cooperativa di cui è socio un consigliere d’opposizione. Stesso discorso vale per i servizi informatici affidati a una ditta in cui lavora il fratello di un ex consigliere. E in entrambi i casi, parliamo di importi ben superiori rispetto alle uniformi estive. Si tratta di soggetti assolutamente corretti in cui la fiducia del Comune è ben riposta» spiega Giuntini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google