Bufera su Casa Azul per l’incontro con l’ex brigatista
Polemiche in città per l’iniziativa con Delbono e Senzani L’evento è stato poi rinviato per un malore al regista
FOLLONICA. L'evento in programma a Casa Azul con il regista Pippo Delbono e l'ex brigatista rosso Giovanni Senzani scatena la polemica a Follonica. L'invito nel locale rivolto a chi 34 anni fa uccise con undici colpi di pistola il fratello del primo pentito delle Brigate Rosse, Roberto Peci, filmando l'esecuzione arrivata dopo 55 giorni di prigionia, in cui Senzani interrogò continuamente il prigioniero, ha provocato non poche reazioni tra i follonichesi.
Martedì scorso a Casa Azul doveva essere proiettato il film “Sangue” del regista e attore Pippo Delbono, alla presenza dello stesso autore, della fotografa Letizia Battaglia e appunto dell'ex brigatista Senzani, protagonista di una lunga sequenza della pellicola. La serata però è stata rimandata a causa del ricovero di Delbono in ospedale a Genova. Ma nelle intenzioni di Cinzia Canneri, una dei gestori di Casa Azul, c'è quella di reinserire l'evento in calendario appena il regista starà meglio, anche perché, come spiega l'imprenditrice, «Pippo ci teneva moltissimo a conoscere Letizia Battaglia».
La serata ci sarà nonostante le polemiche ricevute da alcuni follonichesi che proprio non hanno apprezzato la presenza di un ex brigatista nella loro città. aMi ha infastidito il fatto che si cerchi in questo modo di celebrare una persona che ha commesso atti di delinquenza, in una maniera tra l'altro crudele – spiega uno dei contestatori, Marco Stefanini – Come mai non si ricordano le vittime di quegli anni terribili? Sarà che io nel 1979 ero militare a Bologna e ricordo ancora quando una sera ci dissero che dovevamo prepararci per affrontare degli scontri in piazza, la sensazione di quel momento, la paura che avevo e che avevano gli altri ragazzi che erano con me, non mi abbandonerà mai. Ecco perché non riesco a capire come si possano celebrare questi eroi negativi, chi ha ucciso, come ha fatto Senzani, un venticinquenne colpevole di essere fratello di un pentito, un uomo che a causa sua non ha mai conosciuto la figlia?».
Senzani è oggi un uomo libero: uscito dal carcere nel 1999 in semilibertà, è definitivamente stato scarcerato dopo cinque anni di condizionale nel 2010. «Anche che sia libero oggi dopo ciò che ha commesso mi provoca rabbia», spiega Stefanini.
Dall'altra parte le ragioni degli organizzatori dell'evento, che in realtà non esulano poi molto da quanto asserito da Stefanini. «Sapevamo – spiega Cinzia Canneri – che l'appuntamento avrebbe creato delle polemiche: il nostro invito era ed è rivolto a un regista che ha indagato sugli aspetti della morte, anche su quella che ha affrontato Senzani sia quando ha ucciso, sia quando ha perso la compagna. Lo stesso Delbono ha dichiarato in più occasioni che non assolve il brigatista con questo film, ma svolge solo il suo ruolo di artista. L'arte e la cultura sono libere da schieramenti politici. Perché invitare Senzani? Crediamo nell'importanza del confronto, nella volontà di capire come si possa uccidere in quella maniera».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
