Opere anti alluvione, pressing sul Consorzio
Gli esponenti dei comitati salgono sull’argine dell’Albegna: «Perché i lavori vanno così a rilento?»
MARSILIANA. «Questa è la continuità dei lavori?». Lo chiedono a gran voce alcuni esponenti dei comitati degli alluvionati della Marsiliana e delle campagne di Polverosa.
Membri del Presidio di Marsiliana, del comitato il Ponte e di Vita sono saliti sull’argine del fiume Albegna e si sono fatti una foto davanti a un escavatore del Consorzio di bonifica che sta lavorando dentro il fiume. «Lavorare a questi ritmi così blandi e con così pochi mezzi - sostengono gli alluvionati - non può rappresentare quella continuità di cui ci hanno parlato e che ci hanno garantito». Lo hanno già detto nei giorni scorsi, «i mezzi sono pochi, così non si va lontani».
Ora, nonostante l’arrivo dei dumper promessi, i comitati non si sentono tranquilli e stanno col fiato sul collo dell’ente di bonifica. «Questa è la stagione del bel tempo – dicono – bisogna lavorare strenuamente, sfruttare le giornate di sole». Quella appena trascorsa è stata una stagione dura, piovosa che ha segnato profondamente, per la seconda volta, un territorio già ferito nel 2012.
Il 2014 ha rivisto le acque dell’Albegna arrivare in molte case e in molte aziende della zona. «Abbiamo dovuto ingoiare già troppi bocconi amari – dicono – adesso basta, faremo un pressing asfissiante. Forse potremmo sembrare esagerati, che non ci accontentiamo mai ma sappiamo che la stagione invernale che verrà la dovremo affrontare con le solite ansie e paure. Stiamo solo cercando di limitare questa paura».
Un concetto che è noto a tutti coloro che sanno cosa vuol dire tremare a ogni singola allerta, a ogni pioggia più intensa. «Ci avevano detto che a settembre del 2015 avremmo avuto l'argine remoto e invece partirà solo a giugno, ci hanno promesso che entro il 2015 da Marsialiana in giù sarà ripristinata per l’80% la sezione omologata del fiume. Improvvisamente questo numero sembra diventato impronunciabile. Anzi, ci è stato detto: “sappiate che la terra da rimuovere è più del previsto”. Che cosa vuol dire – chiedono i comitati - l’80% si raggiungerà? Che cosa significa raggiungere l’80% della sezione omologata, quanta terra dovrà essere tolta? Abbiamo bisogno di sapere, di avere dati, spiegazioni. Dovremo aspettare agosto per vedere di nuovo le ditte private dentro il fiume ma ora noi vorremmo vedere un brulichio di mezzi nel nostro fiume, ci sembra, invece - proseguono - di vedere un fiume in cui non si va ne avanti ne indietro. A guardare lavorare gli escavatori ci viene lo sconforto».
Gli alluvionati marcano stretto Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica. «I mezzi devono aumentare di numero, si deve lavorare ora perché il tempo è prezioso. Perdere un giorno di lavoro adesso è come perdere una settimana. Il tempo perso non si recupera». Un solo imperativo, dunque, scavare.
Un accenno i comitati lo fanno anche ai contributi e alla risposta della Regione. «Non ci stiamo a passare da bugiardi. Quando abbiamo detto di non aver avuto risposte in merito ai rimborsi parlavamo di quelli relativi all’alluvione del 2014 e non a quelli del 2012». I comitati aspettano risposte.
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