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Smartphone e tablet: gli invasori digitali raccontano la cultura
Dal 24 aprile al 3 maggio 2015 otto appuntamenti dall'Amiata alla costa per conoscere i luoghi più belli e immortalarli sui social network
GROSSETO. In due edizioni dal 2013 a oggi 25.000 persone hanno invaso con smartphone e tablet 632 tra musei e siti archeologici in Italia e non solo e hanno fatto capire l’importanza di liberare la cultura e condividerla attraverso il web e i social. Con queste finalità tornano in Maremma le Invasioni digitali, fenomeno già molto popolare dalle nostre parti dove per primi i Maremmans hanno importato questo tipo di esperienza.
A raccontarci il ricco menu di quest’anno è Fabrizio D’Ascenzi, uno dei Toscana Ambassador delle Invasioni digitali. Dietro le invasioni c’è solo il lavoro di volontari e il compito dell’ambasciatore è quello di coordinare l’organizzazione e fornire supporto tecnico.
«Ci sono un paio di eventi ancora da definire – spiega Fabrizio – ma abbiamo già messo su un bel calendario che spazia dall’Amiata alla zona del tufo alla costa. L’elemento che ricorre in tutte le iniziative è il fatto di coniugare l’aspetto storico a quello paesaggistico e ambientale».
Si comincia domattina alle 9,30 con l’invasione digitale del Mulinaccio di Arcidosso. Il ritrovo è alle Fonti del Poggiolo nel centro del paese: da lì si andrà alla scoperta della storia e dell’architettura del Mulino della Steccaia (detto Mulinaccio) lungo la riva del torrente Ente. Ad accompagnare gli invasori gli invasori la guida ambientale Mario Malinverno. Il mulino medievale è stato dismesso nel secolo scorso e a fine marzo circa 15 volontari lo ha ripulito dalla vegetazione e riportato alla luce. L’invasione digitale del Mulinaccio vuole sottolineare quanto è importante che a strappare il Mulinaccio al degrado e all’oblio sia stata proprio un’aggregazione spontanea di persone che amano il loro paese.
Nella zona del tufo si potranno visitare il parco archeologico all’aperto Alberto Manzi (lunedì 27 aprile, ritrovo alle 10 in località Pantano sulla strada provinciale 127) e “invadere” Sorano con una passeggiata che andrà dal Masso leopoldino alla porta dei Merli (mercoledì 29 alle 10).
Sempre il 27 aprile i digital invaders possono scegliere un’altra meta altrettanto affascinante: è in programma infatti alle 10 l’invasione del sito di Cosa ad Ansedonia con l’accompagnamento dell’archeologa e guida ambientale Elisabetta Santarelli. È invece pomeridiana l’invasione del Castello di Scarlino con ritrovo alle 17 del 28 aprile al parcheggio della Rocca.
Le invasioni digitali grazie alla community degli Instagramers Grosseto arriveranno anche nel Golfo per un evento che apre il programma della “Notte del lavoro narrato” promossa dal Comune nell’area dell’ex Ilva di Follonica tra il 30 aprile e il 1º maggio. «Ci ritroveremo alle 17 del 30 aprile davanti al Magma – dice Fabrizio – per esplorare insieme il complesso dell’ex Ilva in un evento che unisce storia del territorio, cultura, tecnologia e celebrazione dei valori legati alla festa del Primo maggio».
A maggio due le iniziative già programmate: la passeggiata “sulle orme dei templari” partendo dai ruderi di San Bruzio a Magliano (ritrovo a San Bruzio la mattina del 1° maggio alle 11) e l’invasione digitale della città rupestre di Vitozza vicino San Quirico di Sorano (domenica 3 maggio, ritrovo alle 15). Per partecipare a un’invasione digitale sono raccomandate tre cose: scarpe comode, smartphone o tablet e la passione per raccontare con foto e post il luogo che si invade. Gli eventi sono gratuiti. È consigliato registrarsi su www.invasionidigitali.it.
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