"Bilella, dimmi dov'è il corpo di Francesca"
Al processo contro il custode di Villa Adua la lettera della mamma della donna scomparsa
GROSSETO. Le ultime ore conosciute di vita di Francesca Benetti nelle parole di Aldo Scotto, il suo fidanzato. E' lui il testimone principale dell'udienza numero 6 in Corte d'assise del processo per omicidio e soppressione di cadavere in cui è imputato il custode di Villa Adua, Antonino Bilella, 70 anni.
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Aldo e Francesca si erano salutati al mattino, a Follonica, con l'intesa di rivedersi per pranzo dopo che lei avesse finito la sua visita proprio nella sua proprietà in località Potassa. Ma non ci furono né telefonate successive né incontri. E Aldo da quel momento di fine mattina del 4 novembre 2013 iniziò le ricerche febbrili della sua Francesca, cercandola ovunque, chiedendo alle persone che avrebbero dovuto vederla o comunque che l'avevano sentita per ultime.Sono chiamati a testimoniare anche il fratello di Francesca, Alessandro, un proprietario confinante di Villa Adua, l'escavatorista e l'impresario che avevano fatto i lavori, un amico di Aldo e un follonichese che frequentava la stessa palestra della donna.
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Ore 18.30 "Quel giorno non vidi affatto Bilella".. L'ultimo testimone è Graziano Banini, l'escavatorista che ebbe da Bilella l'autorizzazione a entrare con il mezzo nella proprietà di Villa Adua per eseguire quei lavori di regimazione delle acque disposti dal direttore dei lavori della lottizzazione Sant'Anna. Precisa orari e conversazioni avuti con il custode proprio il giorno della scomparsa della donna. Breve la testimonianza del vicino di casa di Bilella, Giuseppe Barone, artigiano edile che quel giorno rimase a lavorare nel giardino della sua proprietà senza però vedere mai il custode "Non vidi né lui né una donna con lui". Alle 18.30 viene chiusa l'udienza. Prossimo appuntamento il 7 maggio.
Ore 17.30 “Dimmi dov'è il corpo”. Veloce le testimonianze dell'amico di Aldo Scotto, Claudio Guccini, che era andato a prenderlo alla stazione e aveva preso parte alla primissima fase delle ricerche del fidanzato. Idraulico, aveva effettuato l'installazione di una caldaia a casa di Francesca. Velocissima anche la deposizione di uno dei frequentatori della Palestra Azzurra, Paolo Bracciali, iscritto allo stesso corso di spinning. Più complessa e (comprensibilmente) caratterizzata da qualche passaggio fuori dalle righe la testimonianza di Alessandro Benetti, fratello di Francesca. Ha parlato anche degli ultimi giorni di vita della mamma, Marisa, prima in depressione e poi ammalatasi fino alla morte, avvenuta un anno fa. “Nel 2014 mia mamma scrisse una lettera a Bilella, affermando che avrebbe rinunciato alla costituzione di parte civile pur di sapere dove era il corpo”. E poi la risposta choc che lui e la madre ricevettero da Bilella quando chiesero informazioni alla villa: "Francesca? Gli faranno compagnia la Madonna e gli angeli".
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Ore 16 Un sms sospetto. E' attendibile il testimone che racconta di essere innamoratissimo di Francesca e poi si scopre da un sms che aveva in atto un'altra relazione? La domanda, sottintesa, piomba nel pomeriggio del processo Bilella, nel momento in cui l'avvocato Bruno Leporatti – difensore del custode – controinterroga Scotto. Sorridendo, interviene il presidente Giovanni Puliatti: “Ciò fa venir meno il fatto che sia stato innamoratissimo? Questi sono discorsi che mi può fare il parroco...”, chiosa. L'sms è del 12 novembre, vi si parla di menzogne che comunque verrebbero scoperte. Scotto comunque precisa che aveva avuto una relazione con questa donna ma che si era tutto chiuso. Aggiunge anche di non aver mai sentito parlare Francesca di violenza sessuale ma di molestie, in relazione al caso di Milano. Il tutto dopo che la Corte di assise ha ritenuto utilizzabile l'intercettazione tra lo stesso Scotto e il difensore di parte civile Agron Xhanaj, del 12 novembre 2013, quando ancora il legale non aveva incarico formale.
Ore 13.45 Il sangue sul frigorifero. C'è il sangue, in aula. E' il sangue rimasto sulla parete del frigorifero di Villa Adua. E' il sangue di Francesca Benetti. Le foto dei rilievi dei carabinieri vengono mostrate a Scotto dal legale di parte civile Agron Xhanaj. C'era quel sangue quando tra la fine di agosto e gli inizi di settembre Francesca e Aldo andarono a ripulire casa pochi giorni dopo che Giulio, figlio di lei, era andato via? “No, era pulito. Prima che Giulio arrivasse l'aveva pulito con l'aceto. E dopo la sua partenza avevamo tolto il pesce dal freezer”. Francesca aveva mai raccontato di essere stata aggredita dopo la partenza di Giulio? “No”. Francesca non era proprio tranquilla quando andava a Villa Adua: “Perché andare lì significava che c'erano problemi e poi c'era Bilella che la infastidiva. Ma se avesse temuto di essere uccisa non l'avrei mandata da sola lì”. Il presidente Puliatti dispone la pausa.
Ore 13.30. Ore e ore di ricerche senza sosta. “Tre giorni senza mai andare a casa, sempre a cercarla”. Anche a Villa Adua, dove Scotto entrò dalla finestra, come Francesca gli aveva indicato facendo riferimento alla “visita” dei ladri. E quali progetti aveva con la Benetti? Chiede il pm Nassi: Aldo si commuove. “Voleva fare di Villa Adua un agriturismo, ma la sconsigliai perché per l'età che aveva avrebbe finito molto in là con il riprendersi gli investimenti che avrebbe dovuto fare. 'Vendila', le dissi, 'viaggia, anche con le tue amiche. E lei apprezzò molto questo mio disinteresse per la proprietà”.
Ore 12.50 “Temevo che fosse finita fuori strada”. Ma Scotto aveva poi rallentato la velocità degli spostamenti. Perché aveva pensato che Francesca fosse finita fuori strada con l'auto: “Allora guardavo attentamente sul ciglio, per vedre segni di ruota. Ma niente”. Questa ulteriore ricerca avvenne dopo l'incontro con Bilella, che alle 16.45 stava aprendo il cancello di Villa Adua, con la Punto grigia ferma fuori sulla strada. “Dov'è Francesca? Doveva venire qui”. “E' andata via alle 12.30, 12.45”. Che reazione ebbe Bilella? “Nessuna reazione. Impassibile. Indossava una camicia chiara, non aveva vestiti da lavoro”. Poi la telefonata alla figlia Eleonora: ma né lei né i parenti avevano notizie. “Per me era inspiegabile che si fosse allontanata. Ho pensato che avesse battuto la testa e avesse perso la memoria. Allora alle 18 sono andato dai carabinieri”. Ancora ricerche, poi l'incontro con la cugina per avere la copia delle chiavi di casa a Follonica, poi la telefonata all'1 dei carabinieri: “Abbiamo trovato l'auto, è alla stazione di Follonica”. Ma c'erano particolari che non tornavano: era aperta (“e Francesca era maniaca e attentissima”), con il frontalino dell'autoradio lasciato inserito. “Dissi subito che non ce l'aveva portata lei lì”. Alle 4.30 l'ingresso con i carabinieri in casa di Francesca, a Follonica: c'erano il letto ancora disfatto, gli occhiali, le pasticche per la pressione
Ore 12.30 “Francesca non rispondeva al telefono”. Dopo una breve pausa, Aldo Scotto comincia a raccontare cosa avvenne il 4 novembre. I due avevano dormito insieme, lui era andato al lavoro a Grosseto mentre lei dormiva ancora, si erano telefonati poco dopo le 9.30, erano d'accordo che si sarebbero sentiti dopo la visita di lei a Villa Adua, dove era nato un altro problema, relativo all'escavo di fosse che avrebbe comportato un esborso di denaro da parte di Francesca. Erano d'accordo che Francesca avrebbe chiamato Aldo successivamente, al momento di andare da Maury's per un acquisto. “Ma lei non chiamava e allora iniziai io, su tutti e tre i cellulari di lei. Uno, quello poi trovato a casa di lei, suonava a vuoto. Gli altri erano spenti”. Erano le 14. Arrivato in treno da Grosseto a Follonica, e fattosi portare alla stazione di Scarlino da un amico, Scotto era andato a Follonica in auto: ma Francesca non c'era. E non c'era nemmeno a Villa Adua, non c'era nemmeno l'auto di lei. Frenetiche le ricerche di Aldo, tra Potassa e Follonica. Con l'aiuto delle slide fatte proiettare dal pm, Scotto indica i punti da lui visitati con mappe da lui stesso disegnate o comunque ricavabili da vedute aeree.
Ore 11.45 “Se mi sposi faccio tutto il lavoro”. “Bilella, non chiamarmi: sono all'estero per qualche giorno con un'amica”. Così Francesca, secondo quanto riferito da Aldo, aveva detto al custode in occasione dei giorni della vacanza in Grecia. “Francesca temeva di essere tempestata dalle telefonate di Bilella: lui la chiamava ogni giorno ma lei aveva le sue amiche, la sua vita. E di notte spegneva il cellulare di cui Bilella aveva il numero: dormiva a lungo al mattino, quando lo riaccendeva trovava sempre le sue chiamate”. Scotto aggiunge che Francesca non lo presentò mai a Bilella come il suo compagno perché temeva “che Bilella si sarebbe adirato di più. E comunque non ne vedeva il motivo”. E poi l'episodio dell'offerta dell'anello, la dichiarazione d'amore, i tentativi del custode di allungare le mani. “Se mi sposi ti faccio tutto il lavoro” aveva detto alla Benetti il suo affittuario, facendo riferimento agli obblighi del contratto che secondo la donna non sarebbero stati rispettati: “Non so se il tono era scherzoso. So che Francesca si era arrabbiata”.
Ore 11.15 F e A, le iniziali scritte con i fiori. “Francesca non aveva mai esplosioni d'ira. Caso mai si chiudeva in sé, magari non dormiva. Ma esplosioni d'ira no”, dice Scotto. Il quale riferisce che Francesca gli aveva chiesto (fino al 30 luglio Aldo lavorava come cantoniere della Provincia proprio in quella zona) di sorvegliare Bilella, per vedere se il custode lavorava o no: “Io però non l'ho mai visto col trattore o tra gli olivi”. Si parla delle due brevi vacanze di Aldo e Francesca, in Grecia e all'Elba, a luglio e a settembre. Si parla della pergola non curata a Villa Adua: “Bilella arrivò e chiese cosa facevamo: io la stavo potando. Francesca rispose 'il lavoro che dovresti fare tu'. Ed era stizzita. Bilella se ne andò via e noi andammo a pulire l'appartamento dove il figlio Giulio sarebbe dovuto arrivare per le vacanze”. Scotto racconta anche di quella volta che Bilella aveva sistemato i fiori nell'aiola scrivendo le iniziali “F” e “A”, cioè Francesca e Antonino: “Cretino”, disse Francesca, che all'epoca stava ancora con Igino. “E Bilella sbarbò tutto”.
Ore 10.40 Il primo bacio il 12 maggio. Al pm Marco Nassi interessa innanzi tutto sapere come era nata la storia tra Aldo e Francesca. E Aldo, istruttore di atletica, racconta di come lei – insegnante di educazione fisica – si sia avvicinata al campo di Follonica; e di come entrambi avessero coltivato la passione per il disegno (“sua madre era pittrice”) frequentando il corso dalla Montomoli, da aprile. “Lei era molto riservata -ricostruisce Aldo Scotto, che non consente di essere ripreso dalle telecamere durante la deposizione - Ma una volta, dopo una cena con i compagni del corso di pittura, ci fu un sorriso, una battuta, un bacio. Era il 12 maggio. Ma lei disse che prima doveva chiudere la storia con Igino” Corasaniti. Con il quale c'erano stati dissapori per le chat e il gioco, episodi già raccontati da altri testimoni. Fino alla rottura. Francesca aveva raccontato dei suoi timori perché Igino minacciava di venire giù a Follonica: “So dove abiti”. Anni prima, quando il matrimonio era alla fine, un episodio di minacce anche da parte del marito, ma più gravi: “Mi raccontò che il marito prese un coltello in mano. Ma finì lì”.
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