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Macellai, pizzaioli, barman... La “formazione utile” di Ascom

Macellai, pizzaioli, barman... La “formazione utile” di Ascom

GROSSETO. La formazione del lavoratore come elemento chiave per trovare lavoro e per mantenere alta la competitività di un’azienda, a patto che si tratti di “formazione utile”. È quanto è emerso ieri...

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GROSSETO. La formazione del lavoratore come elemento chiave per trovare lavoro e per mantenere alta la competitività di un’azienda, a patto che si tratti di “formazione utile”.

È quanto è emerso ieri nell’incontro promosso dal Cat Ascom Maremma nella sede di via Tevere a conclusione dei corsi per apprendisti che hanno coinvolto quaranta giovani italiani e stranieri. Presenti con il gruppo degli apprendisti Gabriella Orlando, responsabile dell’area formazione per Confcommercio Grosseto, e Marco De Santis, consulente e formatore. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare i nuovi corsi pronti a partire per formare “in loco” le figure oggi più richieste dalle aziende maremmane, sperimentando nuove metodologie di insegnamento per consentire ai partecipanti di apprendere velocemente il mestiere e di avvalersi di un attestato riconosciuto e spendibile fin da subito nel mercato del lavoro.

Partiranno a breve il corso per macellaio e una nuova edizione del corso per pizzaiolo. In calendario anche nuovi corsi per chi cerca lavoro nei pubblici esercizi: barman, specialisti in “latte art” e caffetteria, pasticceria e cucina. Sempre all’insegna della “formazione utile” sono stati studiati e proposti da Ascom nuovi modelli didattici anche per la formazione obbligatoria, con più pratica e meno teoria. Un caso esemplare è proprio l'ultima edizione del corso per apprendisti, progetto che Ascom gestisce in Ati insieme a Confesercenti, Cna, Confartigianato e Assindustria. Sono quaranta i giovani italiani e stranieri che, suddivisi in tre classi, hanno sperimentato le nuove tecniche di apprendimento di Confcommercio sotto la guida di Marco De Santis.

«L'insegnamento non è frontale _ dice il formatore _ ma affrontiamo le varie materie previste dal protocollo con lezioni di gruppo, seguendo un unico filo conduttore: il potenziamento del lavoratore. Ogni ragazzo, in pratica, mette a disposizione degli altri il suo bagaglio di esperienza. E dal confronto tra realtà diverse, mantenendo alta l’attenzione e senza annoiarsi, gli apprendisti imparano nozioni sul comunicare, sul problem solving, in materia di orientamento professionale, sul team building, sul pronto soccorso e tanto altro ancora».

L’esperienza si è rivelata utile anche sotto il profilo dell’imparare a misurarsi e collaborare con persone di diverse culture ed etnie, cosa che capita sempre più spesso anche nel nostro territorio. Per simboleggiare il nuovo approccio formativo sperimentato durante il corso gli apprendisti Confcommercio hanno anche costruito l’albero del lavoro, una scultura a cui sono appese, come frutti, le motivazioni che spingono ogni partecipante a impegnarsi nel mondo del lavoro.

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